Servizi autismo Il vescovo di Pescara ricorre al Tar

14 Aprile 2016

L'AQUILA. L'arcivescovo di Pescara, monsignor Tommaso Valentinetti, come presidente della Fondazione Paolo VI, ha presentato un ricorso al Tar d'Abruzzo contro la Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila...

L'AQUILA. L'arcivescovo di Pescara, monsignor Tommaso Valentinetti, come presidente della Fondazione Paolo VI, ha presentato un ricorso al Tar d'Abruzzo contro la Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila chiedendo la revoca della gara pubblica per l'affidamento della gestione dei servizi psicoeducativi del Centro per adulti con autismo in apertura a Pratola Peligna e delle relative risorse (400 mila euro all'anno per 2 anni più 2). Sul caso, l'associazione dei familiari Autismo Abruzzo Onlus ha scritto addirittura a Papa Francesco, per informarlo della vicenda: «Niente affari sulla pelle delle persone con autismo», hanno detto i genitori.

Un settore, quello dell'autismo, molto delicato che ha già visto scontrarsi due assessori regionali, con la «invasione di campo» di Donato Di Matteo nelle deleghe di Silvio Paolucci nella stesura della revisione della legge regionale sull'autismo.

La procedura europea contestata è stata bandita dalla delibera numero 2273 del 30 dicembre 2015 firmata dal direttore generale uscente, Giancarlo Silveri, agli ultimi atti prima del suo addio di fine anno. L'arcivescovo Valentinetti ha agito nel ricorso insieme con un'altra Fondazione privata del vastese, «Il Cireneo», presieduta da Germana Sorge. I ricorrenti, assistiti dall'avvocato Tommaso Marchese di Pescara, legale storico dell'ospedalità privata abruzzese, e dalla collega Alessandra Rulli, contestano alla Asl l'utilizzo in quota pubblica dei posti di riabilitazione, rivendicando, invece, un loro presunto diritto in quanto privati accreditati. In particolare, nel ricorso le due fondazioni si dicono «titolari di una specifica posizione concessoria e contrattuale, con la Regione Abruzzo e il servizio sanitario», per l'erogazione, in regime di accreditamento, di prestazioni sanitarie riabilitative».