Sevel, c’è il contratto Fiat cancellati tutti gli scioperi

Primi effetti dell’accordo di gruppo sottoscritto dopo otto mesi di trattative E nella fabbrica del Ducato ora si punta a ottenere il premio di risultato
ATESSA. E' arrivata la firma del contratto Fiat e anche in Sevel, la fabbrica del Ducato, si tira un primo sospiro di sollievo e non solo per i 260 euro una tantum (i sindacati ne chiedevano 300, Fiat era ferma a 250) ottenuti per tutti gli 86mila dipendenti italiani di Fiat-Chrysler e Cnh Industrial. Protagonisti di un accordo sofferto, durato otto mesi di lunghe e difficili trattative sono stati i sindacati Fim, Uilm, Fismic e Ugl. E in Sevel si vedono le prime conseguenze. Con la firma dell'accordo sono revocati infatti tutti gli scioperi sugli straordinari dichiarati nei giorni scorsi anche dai sindacati del sì e si comincerà a lavorare per l'autunno per ottenere un contratto di secondo livello che riconosca alla Sevel, stabilimento virtuoso e tra i pochissimi ancora produttivi della galassia Fiat, un riconoscimento economico. Il premio di risultato per gli oltre 6mila dipendenti dello stabilimento di contrada Saletti è fermo infatti a due anni fa quando l'incentivo economico era legato alla presenza e alle ore effettivamente passate in fabbrica. Sevel da tempo ambisce a fare il grande passo per essere considerata da Fiat uno stabilimento modello. I numeri e il gradimento del nuovo Ducato potrebbero consentirlo.
«Finalmente si riesce a portare a casa un risultato concreto» commenta Roberto Salvatore, Fismic «260 euro, anche se una tantum, sono detassati e vanno a tutti i dipendenti, anche i cassintegrati. A settembre il nuovo impegno di Fiat sarà cominciare la discussione per il rinnovo della parte economica. Ci auguriamo che al rientro delle ferie ci sia la priorità assoluta per il rinnovo dei 50 interinali di Sevel a cui scade il contratto il 1° agosto».
«I lavoratori prenderanno i 260 euro entro la fine del mese di luglio» interviene Domenico Bologna, Fim-Cisl «con la rottura delle trattative (il 10 giugno scorso ndc) c'era il rischio di non avere alcun aumento salariale, mentre ora il 2014 è coperto. Abbiamo mantenuto il tavolo aperto, solo chi contratta può arrivare ad ottenere qualcosa: da altri sindacati in questi anni non è arrivato un euro. Per Sevel la discussione è aperta, bisogna arrivare a chiarire quali sono gli stabilimenti di secondo livello, cosa a cui Sevel può ambire, ma bisogna lavorarci».
«Riuscire a rinnovare un contratto con un gruppo che in Europa purtroppo continua a registrare perdite» considera Nicola Manzi, Uilm-Uil «è importantissimo. Quanto a Sevel siamo convinti che in uno stabilimento che da oltre 30 anni produce ricchezza sia necessario cominciare a parlare di ridistribuire i risultati produttivi ed economici anche tra i lavoratori». Critico Davide Labbrozzi, Fiom-Cgil: «Se l'accordo che Fim, Uilm, Fismic e Ugl hanno definito dopo tutto quello che è stato tolto ai lavoratori è in grado di dare questo risultato siamo orgogliosi di non averlo sottoscritto. Inoltre per uno stabilimento iper produttivo come Sevel un riconoscimento di questa portata è a dir poco insufficiente».
Daria De Laurentiis
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