Sevel, ripresa con lo sciopero

28 Agosto 2014

Stop di 8 ore della Fiom nella notte del 31 contro i recuperi non pagati

ATESSA. Otto ore di sciopero nel turno di notte di domenica 31 per protestare contro la decisione dell’azienda di tornare ad utilizzare lo strumento che le consente di recuperare le fermate di maggio. Avviene alla Sevel, la più grande fabbrica d’Abruzzo (circa 6mila operai), dove viene prodotto il furgone modello Ducato, appena riaperta dopo le ferie estive.

Lo sciopero è stato indetto dalla Fiom Cgil perché l’azienda ha preso la decisione senza contrattare, senza pagare di più e, soprattutto, senza che le persone coinvolte abbiano potuto esprimere la loro volontà.

«Questa condizione, è stata possibile perché le altre organizzazioni sindacali, Fim e Uilm in testa, nell'accettare il contratto nazionale e il collegato addendum, hanno cancellato la contrattazione e dato la possibilità all'azienda di gestire l'orario di lavoro e tutto quanto collegato ad esso, con la sola incombenza di dover "comunicare" le proprie scelte», fanno sapere in una notale Rsa Fiom. Il sindacato ricorda come già la fermata di maggio fu decisa e praticata in modo unilaterale dall'azienda, uno stop effettuato in occasione delle elezioni europee con il fine di non subire assenze dovute a probabili impegni nei seggi elettorali, comunque non quantificabili preventivamente.

«Ad oggi, non possiamo che ribadire la nostra contrarietà a questa operazione di recupero», scrive la Fiom del segretario Davide Labbrozzi, «pensiamo sia giusto utilizzare l'arma dello sciopero e lo faremo con l'obiettivo di ricostituire condizioni di confronto democraticco».