Sgambati (Proger): «Dai ponti alla Cappella Sistina, la versatilità è la nostra forza»

L’azienda è la prima tra le società indipendenti in Italia di ingegneria e management. Opera in tutto il mondo, dall’Asia al Medio-Oriente, e ha una speciale unità di Cultura
L'AQUILA. Un cammino condiviso verso l'eccellenza sostenibile, con l'obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone. Proger spa, società abruzzese con sede legale a Pescara, è oggi prima tra le società indipendenti di engineering & management in Italia, oltre ad essere da anni stabilmente nel ranking mondiale delle prime 100 società internazionali di ingegneria all’interno della Top 225 International Design Firms, stilata dalla prestigiosa testata americana Engineering News Record.
Opera stabilmente in Europa, Africa, Medio Oriente e Asia Centrale attraverso branch e legal entities locali che, insieme alle altre partecipate in settori strategici, portano il giro d’affari complessivo del gruppo ad oltre 200 milioni di euro. Gestisce progetti multidisciplinari su larga scala, grazie a una struttura aziendale di livello internazionale, in grado di condividere e integrare conoscenze e competenze per trovare e offrire continuamente nuove soluzioni.
Umberto Sgambati, presidente del consiglio di amministrazione di Proger, ce la racconta così: una realtà che sulla capacità di lavorare in team, sull’attitudine al problem solving e sulla costante evoluzione delle figure professionali ha fatto la sua carta vincente. Dall'edilizia alle infrastrutture e trasporti, dalla green energy al settore ambiente e sostenibilità fino ad arrivare a Oil & Gas – Power e all'Integrated Security, Proger ha costruito una rete di connessioni internazionali capace di regalarle un primato nazionale. «Tra le maggiori commesse nel settore delle infrastrutture possiamo citare i lavori sulla Rete autostradale italiana per la sorveglianza e la manutenzione, la progettazione delle opere a terra per il ponte sullo Stretto di Messina; grandi ospedali come quello di Siracusa», dice Umberto Sgambati, presidente del Consiglio di amministrazione di Proger, «effettuiamo servizi di progettazione e direzione lavori con attività di project management in Arabia Saudita, dove stiamo gestendo un grande programma di realizzazione e importazione di opere d'arte contemporanea da tutto il mondo».
La nuova unità di business dedicata alla cultura e alle opere d'arte, che si avvale di un settore specifico nato circa un anno fa, presieduta da Francesco Rutelli fa della Proger Art & Culture una realtà globale e integrata nella consulenza culturale. «Mentre numerose società di consulenza offrono servizi per specifici aspetti della pianificazione, della creazione e della gestione di iniziative culturali», spiega Sgambati, «noi siamo in grado di integrare visione strategica, sviluppo dei contenuti, eccellenza operativa e valutazione dell’impatto su scala internazionale per proporre un nuovo paradigma nel settore, facendo leva sulla nostra consolidata esperienza ingegneristica e sul nostro portafoglio di progetti globali, oltre che sul talento e le competenze professionali di figure di primo piano nel mondo dell’arte».
Gli esempi di intervento sono sotto gli occhi di tutti: dal palazzo di Giustizia di Pescara con le opere d'arte di Pistoletto, alla fontana con l'opera di Ettore Spalletti, fino agli impianti di areazione della Cappella Sistina. «Non siamo specialisti di singoli settori e questo ci spinge ad operare con tanti partner e consulenti», sostiene Sgambati, «ci avvaliamo di esperti e tecnici locali e, di volta in volta, realizziamo team di lavoro che ci consentono di occuparci di tutto e di realizzare una piattaforma stabile su cui montiamo progetti di natura diversa».
Proger è entrata nel settore della digitalizzazione, dell'IA, del monitoraggio delle infrastrutture, degli immobili e dei parametri vitali. «Abbiamo sviluppato progetti in cui sono stati brevettati nuovi prodotti, come magliette sensorizzate in grado di drenare parametri biovitali e restituire, in tempo reale, l'elettrocardiogramma della persona che le indossa», sostiene Sgambati, «il tema del monitoraggio, del succhiare dati dappertutto, che siano relativi ad una struttura, ad un pilastro, ad un viadotto per prevede eventuali criticità, o ad una persona, ad esempio nella telemedicina, rappresenta per noi un asset fondamentale. Abbiamo sviluppato prototipi di maschere per l'ossigeno facilmente indossabili e intelligenti che registrano i parametri della respirazione dei pazienti e consentono la gestione degli stessi a distanza».
Proger è attiva a livello internazionale, ha sedi stabili in una quindicina di Paesi, in particolare nell'area Medio- orientale e in Africa. «La nostra», dice ancora Sgambati, «è una presenza stabile nei Paesi dove operiamo. Seguiamo, ad esempio, l'Eni in giro per il mondo. Abbiamo progettato ospedali in Kazakistan, Russia, Romania, Arabia Saudita, Algeria e Libia. In Arabia Saudita abbiamo sviluppato 40 interventi di cliniche dedicate a pazienti dializzati. La nostra filosofia si basa sull'integrazione delle competenze: siamo la prima società privata di progettazione in Italia per numeri e fatturato e tra le prime cento al mondo. Uno dei nostri claim è: vogliamo cercare di generare la domanda, di disegnare il futuro, di progettarlo. E non c'è modo migliore di prevederlo se non quello di esserne autori. Raggiungere dimensioni importanti e diventare interlocutori credibili nel campo dell'ingegneria consente di avere anche un ruolo sociale».
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