«Siamo la discontinuità col passato»

Di Matteo in campo con Legnini e dice a Gerosolimo: torna con noi
PESCARA . Una grande manifestazione pubblica, «altro che i selfie», per segnare «discontinuità con il passato, competenza, partecipazione, radicamento sul territorio. Forse», ha detto ieri l’ex assessore regionale Donato Di Matteo, «ci vorrà lo stadio di Pescara». La grande manifestazione servirà a presentare le quattro liste provinciali Di Matteo, che ieri ha ufficializzato l’adesione al progetto politico che vede Giovanni Legnini candidato governatore. La data potrebbe essere quella di venerdì o sabato, in una location ancora da confermare. «No alla colonizzazione dell’Abruzzo», ha aggiunto Di Matteo, che nel corso della conferenza stampa alla quale ha partecipato anche Legnini, ha rivendicato con veemenza di avere, in tempi non sospetti, preso le distanze dalla governance della Regione a guida D’Alfonso e dalla logica «dell’uomo solo al comando. Noi non siamo una succursale, non siamo un ripiego o una colonia e non viviamo assoggettati ad altri». Il ruolo di un governo regionale, ha detto, è quello di «fare leggi che migliorino la qualità della vita dei cittadini. Legnini è garanzia di discontinuità, di competenza e di capacità istituzionale. C’è la possibilità di fare una grande battaglia per rendere discontinuo il modo di governare e per rendere l’Abruzzo una delle prime regioni d’Italia». Un appello Di Matteo lo ha lanciato anche ad Andrea Gerosolimo, anch’egli ex assessore in rotta con la giunta D’Alfonso, sulla cui candidatura con l’Udc la Lega ha posto il veto. «Torni da noi», ha esortato Di Matteo, «perché qui c’è posto per lui. Questo movimento è nato con Gerosolimo e sono convinto che potrebbe dare un grande contributo alla nostra battaglia». L’appello è rivolto anche ai moderati di centrodestra: «C’è posto anche per loro», ha detto, smentendo di aver avuto contatti con quella coalizione, per un’eventuale candidatura, e in particolare con il deputato della Lega Luigi D’Eramo. Ha definito Marco Marsilio «una persona di qualità. Ma loro», ha concluso, «non esprimono un progetto percorribile».
Legnini, invece, ha ribadito che con Di Matteo c’è intesa, sull’«impostazione del metodo e sul progetto di governo: mi ispirerò ai principi di responsabilità, inclusività e collegialità», ha detto. «Sotto il profilo programmatico dobbiamo recuperare la forza e l’autorevolezza dell’istituzione regionale quale organo legislativo, come prevede la nostra Costituzione». C’è poi la volontà comune di «invertire la prospettiva per quanto riguarda l’esercizio delle funzioni di governo, con l’obiettivo di porsi dal punto di vista del cittadino. C’è una sintonia non casuale che viene da una condivisione molto ampia. Nel momento in cui ci siamo proposti di promuovere una coalizione ampia, che spazia dai progressisti, ai liberali, ai moderati, facciamo un appello alle forze di centro, anche alle espressioni di centrodestra, perché si uniscano a questa nuova alleanza per l’Abruzzo. Il cambiamento vero che noi stiamo prospettando riguarda la struttura della coalizione: il baricentro del progetto politico sarà costituito da nuove liste civiche». (a.bag.)

