Siamo una terra sempre più ospitale

Gli stranieri che ci scelgono per rifarsi una vita sono in aumento (ma sempre di meno rispetto ai nostri emigrati)
CHIETI. Abruzzo regione accogliente. Nell’arco di 12 anni, dal 2002 al 2014, la popolazione straniera immigrata nella nostra regione è aumentata del 254%. Non parliamo dei profughi in fuga dai Paesi in guerra, ma di quanti scelgono l’Abruzzo per restarvi in pianta stabile almeno per un certo periodo di anni. Cercano una vita migliore, un lavoro, un posto dove far crescere i figli e dare loro un’istruzione adeguata.
Secondo i dati del 2014 del dossier statistico immigrazione 2015, sono 86.245 gli stranieri regolarmente residenti in Abruzzo, il 6,5% dell’intera popolazione regionale, che ammonta a 1.331.574 abitanti. Tanti o pochi? Dipende dal punto di vista. La crescita nell’arco di poco più di dieci anni è stata esponenziale, ma il dossier stesso, fra le righe, invita a riflettere sul fatto che la presenza di immigrati in Abruzzo è meno della metà degli abruzzesi all’estero, che sono 174.741.
La ricerca è stata presentata alla Camera di commercio di Chieti e rappresenta il primo studio sulla galassia immigrati. Ogni anno viene presentata tra le 150 e le 200 volte. E ieri è toccato a Chieti.
Ad illustrare il dossier, 480 pagine piene zeppe di dati e statistiche, corredato da un secondo libro dedicato al rapporto tra immigrazione e imprenditoria, sono stati il presidente della Camera di commercio di Chieti, Roberto Di Vincenzo e l’assessore comunale alle Politiche sociali Emilia De Matteo, per i saluti istituzionali, e poi il vice prefetto Luciano Conti, il presidente dell’associazione Aini, Massimo De Luca, Antonio Ricci dell’Idos, Luigi Gaffuri, docente di geografia umana all’università dell’Aquila, Giuseppe Bea che ha affrontato il tema dell’imprenditoria, Paolo Iafrate che ha affrontato gli aspetti giuridici e Francesco Pittau, coordinatore della ricerca.
«Conoscere per convivere è uno dei nostri motti e anche una delle ragioni principali che sta dietro questa ricerca», spiega Pittau. Gli stranieri in Abruzzo arrivano per il 72% dall’Europa. Per il 54,6% sono donne, segno che si tratta di una immigrazione che ha intenzione di stabilizzarsi e, infatti, circa il 20% è rappresentato da minori.
La provincia che in percentuale li ospita di più è quella aquilana, quella teatina è invece l’ultima in classifica. I comuni con la maggiore incidenza di stranieri sulla popolazione locale si trovano infatti tutti nell’Aquilano. Come San Pio delle Camere, meno di 700 anime, con il 26,6% di stranieri. Lavorano soprattutto nel settore dei servizi, dell’industria e dell’agricoltura. Ma in 13.002 sono titolari di impresa. Molto del loro guadagno, però, torna nei paesi d’origine.
Arianna Iannotti
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