Soldi al sicuro? Ecco le regole d’oro da seguire

14 Dicembre 2015

Diversificare gli investimenti, leggere quello che si firma, tenere d’occhio la solidità della banca di cui si è clienti. E se avete bond subordinati...

Che fare se si è clienti di una banca in difficoltà? E in genere, con le nuove regole di Bruxelles chi rischia di più in caso fallimento della banca? Come investire nel modo migliore i propri risparmi? Sono alcune domande che molti italiani si fanno dopo il caso delle 4 banche salvate e dei bond subordinati azzerati.

Esistono investimenti privi di rischio?

No, ogni investimento ha la sua dose di rischio. Quindi quando affidiamo i nostri soldi a un soggetto terzo dobbiamo sapere che cosa stiamo facendo.

Perché si raccomanda di diversificare gli investimenti?

E’ buona norma distribuire i propri risparmi in più strumenti, perché il capitale risulta più tutelato in caso di fallimento di uno di questi emittenti.

Quali sono gli investimenti meno rischiosi?

Certamente il modo più sicuro per tutelare i nostri risparmi è quello di depositarli in un conto corrente bancario avendo l’accortezza di non superare i 100 mila euro. Sicuri sono anche i certificati di deposito e i depositi postali. Se volete investire in obbligazioni è meglio evitare le subordinate.

Che cosa sono le obbligazioni subordinate?

Come tutti i bond sono dei titoli di debito, che consentono a chi li compra di diventare creditore dell'emittente, incassando periodicamente degli interessi: il dividendo o cedola. Rispetto alle obbligazioni ordinarie (senior), però, quelle subordinate espongono i risparmiatori a un grado di rischio molto più elevato e in caso di fallimento della banca i possessori di bond sono considerati dei creditori di serie B. Quindi il diritto di essere risarcito arriva dopo altri soggetti come i dipendenti, i correntisti o i sottoscrittori dei bond ordinari e anzi concorrono a ripianare le perdite. Con le nuove norme Ue infatti le passività soggette al bail-in (in sostanzadal 1° gennaio i buchi delle banche sono ripianati dai clienti) saranno innanzitutto gli strumenti di capitale, poi le passività subordinate e a seguire le obbligazioni bancarie non garantite. In più va considerato che le subordinate spesso non possono essere scambiate su mercati, nemmeno quelli Otc non regolamentati per poter almeno recuperare qualcosa.

Ci sono più tipi di bond subordinati?

Ci sono quattro tipi di bond subordinati, presentati per ordine crescente di rischio:

1) Tier III: hanno scadenza breve, di norma tra i due e i quattro anni e non possono essere utilizzate per coprire delle perdite dell'istituto emittente.

2) Lower Tier II: hanno scadenza intorno ai dieci anni e non pagano cedole solo nel caso di grave insolvenza da parte dell'istituto emittente.

3) Upper Tier II: hanno durata minima pari a dieci anni, e prevedono la sospensione degli interessi in caso di perdite dell'emittente con “memoria”. Non appena ci saranno di nuovo gli utili gli interessi rimasti impagati saranno saldati.

4) Tier I: nel caso in cui la banca non paghi il dividendo a causa di perdite nella gestione, gli interessi non saranno più corrisposti e non potranno essere recuperati in nessun caso.

Se la banca mi offre delle obbligazioni come faccio a sapere se sono senior o subordinate?

L’informazione va cercata nelle primissime pagine del prospetto informativo dell’obbligazione. Se le informazioni non ci sono il titolo è nullo.

Se si hanno azioni o obbligazioni subordinate di uno dei 4 istituti salvati. Che cosa bisogna fare per riavere i soldi?

Se siete azionisti non sarete risarciti ma potrete fare causa. Se avete obbligazioni subordinate Il governo varerà un fondo di solidarietà 100 milioni per alcuni di questi casi ma non tutti. Sarà l’arbitro Consob a decidere che vi potrà accedere. Dovete comunque verificare dai codici Isin dei titoli (li trovate sull’estratto conto titoli) se i bond sono stati azzerati o sono in liquidazione nella vecchia banca. Se il bond è stato azzerato dovrete fare domanda di indennizzo al fondo governativo secondo le procedure che saranno comunicate dopo l’approvazione del fondo.

E se sono correntista di quelle banche?

I correntisti fino a 100mila euro (da moltiplicare in caso di cointestatari) sono garantiti dal Fondo interbancario di tutela dei depositi.

Ci sono altre banche a rischio?

Col recente salvataggio delle 4 banche, il numero di istituti a rischio si riduce notevolmente. Sulla base dei dati aggiornati a inizio dicembre dalla Banca d'Italia risultano sotto procedure di amministrazione straordinaria 9 banche di piccole dimensioni. Si tratta dell'Istituto per il Credito Sportivo (Rm), la Bcc Irpina (Av), la Cassa di Risparmio di Loreto (An), la Banca Padovana di Credito Cooperativo (Pd), la Cassa Rurale di Folgaria (Tn), la Banca Popolare delle Province Calabre (Cz), La Banca di Cascina Credito Cooperativo (Pi), la Bcc Banca Brutia (Cs) e la Bcc di Terra D'Otranto (Le). In particolare, ricorda l'istituto centrale di Via Nazionale nel 2014 sono state avviate procedure di amministrazione nei confronti di 12 banche mentre per altre 2 banche di credito cooperativo è stata avviata la procedura di liquidazione.

In che modo si capisce se la propria banca è solida?

Innanzitutto va posta attenzione al rating, la valutazione delle agenzie internazionali. Il dato, però, più interessante è il coefficiente patrimoniale (o anche coefficiente di solidità patrimoniale). Espresso come Cet 1, (che sta per Common equity tier 1). Questo valore viene indicato nelle comunicazioni di bilancio e rappresenta il rapporto tra capitale ordinario versato e attività ponderate per il rischio delle banche.

Più alto è il Cet 1, maggiore è la solidità dell’istituto, dunque di azioni e bond. Se il Cet 1 scende sotto la soglia fissata dalla Banca Centrale, l’istituto deve porre in atto operazioni di rafforzamento patrimoniale.

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