Sora alla Popolare dell’Etruria

12 Febbraio 2015

Il commissario di Carichieti (ex Tercas-Caripe) chiamato a risanare la banca toscana: lascia l’Abruzzo?

CHIETI. Altro delicatissimo incarico per Riccardo Sora, l’uomo che per conto della Banca d’Italia ha gestito prima il commissariamento del gruppo Tercas-Caripe e quindi di Carichieti: ieri il ministero dell’Economia, su proposta dell’istituto centrale, lo ha nominato commissario straordinario della Popolare dell’Etruria di Arezzo, assieme ad Antonio Pironti. Contestualmente è stato dichiarato decaduto il consiglio d’amministrazione della banca toscana, di cui era vice-presidente il padre del ministro Maria Elena Boschi, Pier Luigi.

«La proposta di amministrazione straordinaria è stata formulata a seguito delle prime risultanze degli accertamenti ispettivi, avviati dalla Banca d'Italia e tuttora in corso, che hanno fatto emergere gravi perdite del patrimonio, dovute alle consistenti rettifiche sul portafoglio crediti», si legge in un comunicato. Da tempo si sapeva che i crediti dubbi o deteriorati sono ormai oltre il triplo del patrimonio netto. Uno scenario a cui Sora, che si è ironicamente definito «l’uomo chiamato a fare l’autopsia alle banche», è ormai abituato: prima di essere chiamato al capezzale di Tercas-Caripe e Carichieti, aveva già guidato il commissariamento di un altro istituto di credito in gravi difficoltà, la riminese Carim.

CARICHIETI. Facile immaginare a questo punto che il grosso del lavoro di risanamento della banca teatina ricada in larghissima parte sul commissario che era stato scelto da qualche settimana per affiancare Sora, ovvero Salvatore Immordino. 62 anni, sposato e padre di due figli, Immordino ha sviluppato la sua esperienza soprattutto all’interno del gruppo Intesa-Sanpaolo, con diversi incarichi di responsabilità nella rete commerciale della banca, dove ha ricoperto ruoli direttivi sempre più rilevanti fino ad assumere la guida ed il coordinamento di reti territoriali di sportelli. Nel 2012 è stato nominato direttore generale di Banca dell’Adriatico, sempre del gruppo Intesa-Sanpaolo, che detiene il 10% delle azioni della Carichieti. L’ultimo incarico svolto da Immordino è stato quello di commissario straordinario alla Banca Padovana. Da quanto è trapelato, a Chieti i commissari hanno ormai ultimato la ricognizione dei crediti incagliati o in sofferenza, lavoro necessario per quantificare la somma di cui l’ex cassa di risparmio teatina abbisogna per tornare in bonis. Adesso si sta mettendo mano alla struttura organizzativa della banca, che potrebbe uscire dal commissariamento già entro l’anno.

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