Spiagge, gli operatori vedono la ripresa «Facciamo sistema»

1 Giugno 2015

Nuove iniziative per i clienti: dall’ombrellone itinerante allo sconto sui servizi per chi usa i mezzi pubblici

PESCARA. L'Abruzzo si prepara ad affrontare la stagione balneare che, di fatto, parte oggi. Dopo la terribile estate dello scorso anno, rovinata non solo dalla crisi economica, ma anche dal maltempo, gli operatori sono fiduciosi e quella del 2015, secondo gli addetti ai lavori, potrebbe essere la stagione della ripresa. E se per il quarto anno consecutivo i prezzi di ombrelloni e palme restano invariati, la novità dell'estate sulle spiagge abruzzesi, dopo l'ombrellone condiviso, sarà l'ombrellone itinerante, cioè un voucher della durata di una settimana che consente di spostarsi nelle diverse località balneari.

I prezzi, gli stessi ormai da quattro stagioni, comprensivi di una base di lettini e sdraio, variano da zona a zona: per una palma, ad esempio, a seconda delle località, si possono spendere, per l'intera stagione, dai 1.500 agli oltre 2.000 euro; per un ombrellone di prima fila dai 400 ai 600 euro; per le ultime file tra i 300 e i 500 euro. L'affitto giornaliero di un ombrellone può costare dai 9 ai 20 euro. La cabina va dai 6-9 euro giornalieri ai circa 270 stagionali. Per il noleggio di pattini, pedalò windsurf e altro si spende fino a 10 euro.

Dopo la logica dell'ombrellone condiviso, da sempre prassi ed ormai formalizzata, la novità del 2015 è l'ombrellone itinerante, lanciata dalla Fab-Cna: un voucher settimanale consente di spostarsi ogni giorno in stabilimenti di località diverse (quindici in tutto le strutture convenzionate su tutta la costa abruzzese); il costo, a seconda che si scelga la palma o l'ombrellone, può variare da poco più di 50 euro fino a circa 150 euro. «Quest'anno», dice Cristiano Tomei della Fab-Cna, «ci aspettiamo la stagione della riscossa, dopo lo scorso anno, caratterizzato da due fattori negativi: il picco di una crisi durissima e le condizioni meteorologiche, con 23 giorni di pioggia e temperature basse. La lieve ripresa che iniziamo a registrare potrebbe portare le famiglie a spendere e proprio per questo crediamo che sia l'anno dell'inizio della ripresa anche per la balneazione. Negli ultimi sette anni la stagione migliore è stata quella del 2012: cerchiamo di bissare quella. Ciò che si dovrebbe fare per i prossimi anni», osserva Tomei, «è lavorare sul fitness e sul wellness in spiaggia, sullo sport inteso come benessere, che oramai tira sempre di più. Dobbiamo metterci al lavoro per creare delle sinergie tra le diverse strutture ed arrivare quanto prima a creare un sistema».

Più cauto, ma comunque fiducioso rispetto ad una possibile ripresa è il presidente regionale di Fiba-Confesercenti: «E' una speranza, ci crediamo e stiamo lavorando perché sia così», dice Giuseppe Susi, «ma fino ad oggi non ci hanno accompagnato le condizioni meteo. Nonostante la crisi cerchiamo di migliorare la qualità dei servizi lasciando invariati i prezzi. Ci stiamo impegnando molto su alcuni aspetti», sottolinea Susi, «ad esempio stiamo organizzando, per ora in singoli comuni, dei progetti per favorire la mobilità sostenibile. In sostanza, il costo del biglietto del mezzo pubblico si recupererà grazie ad uno sconto sul pagamento dell'ombrellone. Speriamo sia l'inizio di un modo diverso di andare al mare, perché il piacere della spiaggia spesso è disturbato dai problemi del traffico e dei parcheggi».

E intanto si iniziano a valutare i primi risultati delle analisi sulla qualità delle acque di balneazione, ancora preliminari. I problemi, come sempre e come ogni anno, riguardano, in linea di massima, come ogni anno e come in tutta Italia, le zone costiere a ridosso delle foci dei fiumi. L'Agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta) effettuerà periodicamente le analisi e dai risultati, che di volta in volta vengono inviati ai Comuni, dipenderanno gli eventuali divieti di balneazione. «I dati», spiega il direttore tecnico dell'Arta, Giovanni Damiani, «possono essere più o meno positivi, ma questo non significa che il nostro mare sta bene, perché la legge che regola la balneazione è di tipo sanitario, cioè tutela il cittadino che fa il bagno. E' sbagliato parlare di mare pulito o meno: bisogna parlare di balneabile o non balneabile. La norma vede il mare come una piscina e non dal punto di vista ecologico. Una cosa è certa», conclude Damiani, «qui in Abruzzo bisogna stare attenti alla depurazione e, soprattutto, all'ultima fase, cioè la disinfezione del refluo. Serve una revisione strutturale del nostro modo di fare fognature».

Lorenzo Dolce

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