Spiegazioni e promesse Ecco le risposte ai lavoratori

L’AQUILA. Il vicepresidente del consiglio regionale Lucrezio Paolini (Italia dei valori) difende il suo emendamento di modifica alla normativa per la liberalizzazione del settore funerario. «Oltre a...
L’AQUILA. Il vicepresidente del consiglio regionale Lucrezio Paolini (Italia dei valori) difende il suo emendamento di modifica alla normativa per la liberalizzazione del settore funerario. «Oltre a migliorare il servizio, la concorrenza in questo modo potrà anche limitare i costi, che per le famiglie diventano un ulteriore fardello aggiunto alla perdita degli affetti», ha risposto Paolini ai titolari di imprese di pompe funebri che protestavano all’esterno dell’Emiciclo. «Inoltre, la legge 41 del 10 agosto 2012 su “Disciplina in materia funeraria e di polizia mortuaria” obbliga tali imprese ad avere, a partire dal 30 giugno, la disponibilità continuativa e funzionale di almeno un carro funebre», scrive Paolini, che insiste: «L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha sancito nel gennaio 2014 che non si può obbligare l'impresa ad acquistare il mezzo, che può anche essere detenuto a noleggio o in comodato». Su tutto, infine, per Paolini deve essere tutelato «il legittimo diritto dei cittadini ad avere ampia scelta nell'affidamento di un servizio tanto delicato». E costoso.
Intanto, però, il Movimento 5 Stelle gioca d’anticipo: ha presentato la proposta di legge per le modifiche e integrazioni alla legge regionale 41 che disciplina in materia funeraria e di polizia mortuaria e «necessaria poiché in Italia non esiste una licenza di noleggio con conducente per tali mezzi», ha commentato il grillino Domenico Pettinari, «senza la quale s’incentiverebbe il noleggio abusivo delle auto funebri da parte di chi si potrebbe improvvisare operatore del settore».
Quanto alle istanze dell’Ara (Associazione regionale allevatori) e del Cotir (Centro di ricerca per le tecniche irrigue), la risposta è arrivata dall’assessore all’Agricoltura, Dino Pepe, che iha ricevuto i lavoratori che protestavano. L’impegno della Regione è, per il Cotir, di cercare degli “escamotage” normativi per correggere la crisi di liquidità. Stesso discorso per l’Ara: l’assessore cercherà di tamponare la carenza di risorse, ad esempio vendendo beni di proprietà (allo studio una serie di interventi di “pronto soccorso”) per traghettare l’Associazione incolume da tracolli nei restanti mesi del 2015. Il prossimo anno si dovrebbero poi liberare le risorse del nuovo Piano di sviluppo rurale, mentre altri fondi sono attesi dal Piano nazionale per le biodiversità. (m.g.)

