Statue coperte, Sapora d’Abruzzo

31 Gennaio 2016

I legami con Bisenti, l’amicizia con Letta della dirigente del Cerimoniale di Renzi

PESCARA. Al suo collaboratore ha affidato poche parole: “Preferisco tacere per sensibilità istituzionale e per rispettare la mia etica del lavoro". E la sua assenza nella delegazione che accompagnava il premier Matteo Renzi a Berlino non è passata inosservata. Lei è Ilva Sapora, capo del Cerimoniale di Palazzo Chigi, finita nella bufera per la polemica sulle statue coperte ai musei capitolini in occasione della visita a Roma del presidente iraniano Hassan Rouhani.

Di origine umbra, 66 anni, è da qualche mese che viene messa in discussione per la gestione del suo ufficio che conta 70 dipendenti e che con una squadra simile non dovrebbe commettere neppure un errore. Invece qualche sbavatura, raccontano i funzionari, c'è stata.

Ma aldilà di questo, scavando nel passato si scopre che questa donna elegante ha con l’Abruzzo un legame più che profondo.

Laureata in Filosofia all’Università dell’Aquila, Ilva Sapora ha vissuto con la famiglia a Bisenti – dove sembra torni spesso a trovare la sorella – e insegnato alla scuola media Fedele Romani di Roseto. E’ la zia di Filippo Lucci, anche lui di Bisenti, presidente del Corecom (comitato regionale di controllo) eletto sotto la giunta di centrodestra di Gianni Chiodi e sopravvissuto all’attuale governo di centrosinistra di Luciano D’Alfonso.

A scoprire la sue doti di equilibrio pare che sia stato il marsicano Gianni Letta – sottosegretario nei governi Berlusconi e gentiluomo di sua Santità – con cui ha avuto e pare conservi una salda relazione professionale. Malgrado ammetta nel proprio curriculum un livello di conoscenza "elementare" della lingua inglese, Ilva Sapora ha prima diretto il dipartimento Onorificenze e Araldica di Palazzo Chigi e poi è passata all’ufficio del Cerimoniale. Qui è diventata una fedelissima di Matteo Renzi e dopo tre anni ha preso il posto di Cristiano Gallo (capo del Cerimoniale con Berlusconi, Mario Monti ed Enrico Letta) con la possibilità di accompagnare il premier in qualunque missione all’estero.

La storia sulle statue l’ha di fatto inserita nel tritacarne mediatico. La conclusione dell’inchiesta interna è attesa a giorni. Si salverà? In molti sono a credere che se a cadere fosse la sua testa, non sarebbe un licenziamento ma un anticipo del “ritiro” già programmato a fine anno.(cr.re.)

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