«Statuto contribuente, 600 violazioni»
L’associazione: 21,5 miliardi di maggior prelievo a famiglie e imprese
PESCARA. Lo Statuto del contribuente compie 18 anni ma resta di fatto lettera morta con circa 600 violazioni delle disposizioni che contiene. Lo afferma la Confesercenti in una nota nella quale sottolinea che ammonta a 21,5 miliardi il maggior prelievo per famiglie ed imprese derivato dalle violazioni di quelle norme. Ci sono state, dal 2000 ad oggi, scrive l'associazione «una serie infinita di deroghe ed eccezioni che è costata ai contribuenti almeno 21,5 miliardi di euro in maggior prelievo. Quasi un punto e mezzo di Pil: le dimensioni di una legge finanziaria, coperta da un'enorme imposta occulta. Ad essere disattesi - prosegue - sono stati soprattutto gli articoli 3 e 4 dello Statuto, che sanciscono rispettivamente limiti precisi all'efficacia temporale delle norme - imponendo, tra le altre cose, il divieto di retroattività».
Le «deroghe» di dimensioni significative (con oltre 100 milioni di maggior prelievo) sono 31; ad esse è riconducibile la quasi totalità (98%) del maggior prelievo prodotto dalle violazioni all'art. 3 dello Statuto. «Lo Statuto diventa maggiorenne, ed è ora che si comincino a trattare i contribuenti da adulti» commenta Patrizia De Luise, Presidente Confesercenti «si punta sempre più, giustamente, sulla lealtà fiscale ma è difficile non notare che è lo Stato il primo a disattendere gli impegni presi. Invece, dobbiamo tutti contribuire a rendere più equo e leale il fisco, ponendo fine a un modo di legiferare che cozza contro il buon senso, la correttezza e l'affidabilità dei rapporti sociali».

