Stop agli stipendi in contanti

9 Gennaio 2018

L’intento è quello di contrastare forme elusive dei rapporti di lavoro

Con la Legge di Bilancio del 2018, dal 1° luglio 2018 non sarà più possibile per il datore di lavoro pagare in contanti gli stipendi. L’intento del provvedimento è quello di contrastare forme elusive dei rapporti di lavoro. Il pagamento della busta paga dovrà avvenire solo attraverso una banca/ufficio postale attraverso: bonifico su conto corrente con codice IBAN indicato dal lavoratore;altri strumenti per i pagamenti elettronici; pagamento in contanti direttamente in banca o alla posta, solo se il datore di lavoro ha aperto un c/c di tesoreria con mandato di pagamento; tramite assegno bancario o circolare, consegnato direttamente al lavoratore (o suo delegato).
Il divieto di utilizzare in contanti è valido per tutti i rapporto di lavoro subordinato: rapporti di lavoro a tempo indeterminato e determinato; contratti a tempo pieno e part-time; contratti di apprendistato; soci lavoratori di cooperative con contratti subordinati; contratti a chiamata, job sharing e tutte le altre forme di lavoro flessibile (anche co.co.co).
La nuova norma non trova applicazione nella Pubblica Amministrazione e nei rapporti di lavoro domestici come colf e badanti. Ai datore che non rispetteranno l’obbligo di pagamento tracciato delle retribuzioni è applicata la sanzione amministrativa pecuniaria con una somma che varia dai 1.000 ai 5.000 euro.
Intanto prosegue il ritmo di crescita dell’occupazione nelle imprese italiane artigiane, micro e piccole registrato nello scorso novembre. Lo rende noto l’Osservatorio mercato del lavoro Cna. Rispetto a novembre 2016 l’incremento è stato del 3,5% grazie al +0,4% su ottobre. Un dato che ha portato il livello ai massimi del triennio in esame, verificati prima dell’estate, stagione tradizionalmente riflessiva sul fronte occupazionale. Una ripresa che, di fatto, conferma il ciclo colto dall’Osservatorio Cna negli anni precedenti.
L’ampliamento della base occupazionale tra novembre 2016 e novembre 2017 è frutto della crescita a doppia cifra registrata da tutte le tipologie di contratto temporaneo: +67,9% il lavoro intermittente, +40,7% il tempo determinato, +23,4% l’apprendistato. Viceversa, è diminuito del 7,4% il numero dei lavoratori con rapporti a tempo indeterminato.
Dall’analisi emerge che in un anno è cresciuto maggiormente il numero di dipendenti donne (+4,6%) rispetto agli uomini (+2,8%).