Stop Polizia provinciale, ora è della Regione

7 Settembre 2016

Completato il passaggio di tutti i 245 dipendenti in esubero delle Province. Lolli: nessuno rimane fuori

PESCARA. «Dopo diciotto mesi di lavoro importante e faticoso la riforma Delrio sulla cancellazione della Province, in Abruzzo, trova compimento»: il vice presidente della giunta regionale, Giovanni Lolli annuncia la firma sugli ultimi quattro accordi con le Province sul passaggio di gran parte del personale delle alla Regione. «Abbiamo fatto un miracolo garantendo a tutti i lavoratori provinciali un approdo sicuro dopo la cancellazione dell'ente», aggiunge, «ci eravamo posti un obiettivo: non lasciare nessuno fuori e così è stato. Ora si passa alla fase organizzativa: la Regione cioè dovrà riorganizzare tutte le competenze tornate sotto la propria sfera».

Erano712 gli esuberi dichiarati a gennaio 2015, cioè con l'entrata in vigore della norma che imponeva agli enti territoriale di riassorbire il personale in esubero. Di questi, 210 sono andati in pensione con la “pre Fornero”; 160 sono transitati in Regione dopo un primo accordo, ai quali si sono aggiunti altri 85 in ragione degli accordi sottoscritti. Fra di essi i 32 dipendenti della Polizia provinciale. In totale 245 dipendenti che vanno ad aggiungersi all'organico regionale. Costo: 9 milioni di euro.

Oltre a questo personale, figurano 54 lavoratori che hanno usufruito della possibilità di andare in altri Enti. Rimane ancora da definire il personale del Centri per l'impiego: 177 addetti in tutta la regione che, nelle intenzioni del governo, entreranno a far parte, da qui a due anni, dell'Agenzia nazionale per il Lavoro di prossima costituzione. «Nel frattempo», spiega Lolli, «a questo personale sarà la Regione a garantire la retribuzione; entro settembre contiamo di chiudere gli accordi bilaterali Regione-Province per ogni Cpi, in attesa che la riforma della governance del lavoro arrivi a compimento a livello nazionale».

Sotto competenza provinciale è rimasta la manutenzione di strade e scuole, mentre alcuni servizi sono passati ai Comuni (come il trasporto scolastico dei ragazzi diversamente abili». Con gli atti finale si apre la partita delle biblioteche ex provinciali, «sulle quali la Regione dovrà ridisegnare l'offerta culturale».

Di «generale razionalizzazione» parla il direttore generale della Regione Cristina Gerardis: «Gli accordi impongono l'avvio di un percorso di razionalizzazione in grado di contemperare competenze e carichi di lavoro nelle diverse strutture regionali».

«Il lungo lavoro svolto dall’Osservatorio ha prodotto i suoi frutti, evitando scelte unilaterali», commentano i segretari Funzione pubblica di Cgil (Rita Candeloro), Cisl, (Vincenzo Traniello), Uil (Giuseppe De Angelis) e Ugl (Luigi Buzzelli) auspicando che il nuovo assetto « migliori la qualità e la tempestività dei servizi da erogare ai cittadini e alle imprese distinguendo tra le funzioni di programmazione e quelle gestionali».