Strada dei Parchi, nessun risarcimento

10 Febbraio 2019

Il Tar Lazio respinge il ricorso contro il Mit e il Cipe. Fabris: «Prendiamo atto, ma faremo ricorso al Consiglio di Stato»

PESCARA . Strada dei Parchi non riceverà alcun risarcimento dei danni dalla mancata revisione del Piano economico e finanziario (Pef) delle concessioni autostradali di A24 e A25. Lo ha deciso la prima sezione del Tar Lazio presieduta dal giudice Carmine Volpe, che ha respinto il ricorso con il quale nel 2017 la società chiedeva venisse dichiarata l’illegittimità del silenzio serbato dal Ministero delle Infrastrutture e dal Cipe in merito alla domanda di aggiornamento e revisione del Pef.
Con motivi aggiunti al ricorso principale la società aveva anche chiesto al Tar di annullare la nota del 2018 nella parte in cui il Mit aveva detto no alla proposta di aggiornamento presentata nel 2016 per «un programma di investimenti pari a 2.971 milioni di euro, con conseguente conclusione del procedimento».
Contro questa sentenza di primo grado la società presenterà appello al Consiglio di Stato, come ha confermato il vice presidente Mauro Fabris.
IL PRIMO RICORSO. Secondo Strada dei Parchi, il procedimento non poteva considerarsi concluso, essendo tutt’ora in corso l’istruttoria che ha per oggetto lo stesso piano di investimenti. Inoltre, sempre secondo il concessionario, il ministero «sarebbe incorso in contraddizione», si legge in atti, nel ritenere non accoglibile la proposta elaborata in base agli stessi parametri dettati dal Mit, ai quali la società avrebbe dovuto attenersi. Nell’ipotesi di un mancato accordo la società aveva chiesto il risarcimento dei danni.
LA SENTENZA. Il Tar Lazio ha respinto il ricorso perché «la proposta presentata (al ministero, ndr) è stata ritenuta non sostenibile, in quanto il valore di subentro individuato dal concessionario è stato ritenuto non congruo. Il Ministero, dunque, a fronte di un valore di rientro ritenuto non adeguato, ha legittimamente dato riscontro negativo alla richiesta della concessionaria, in ragione della non sostenibilità del Pef proposto». Per quanto riguarda i danni per i quali la società chiedeva il ristoro, il Tar ha evidenziato «che numerosi interventi legislativi hanno consentito di intraprendere lavori urgenti attraverso il ricorso alla contribuzione statale». Tra questi ha ricordato il decreto attraverso il quale, nel 2017, è stato sospeso l’obbligo di versare all’Anas le rate 2015 e 2016, oppure il contributo di 50 milioni l’anno, dal 2021 al 2025, per lavori di ripristino e messa in sicurezza delle tratte.
STRADA DEI PARCHI. «Prendiamo atto di questa sentenza», dice il vice presidente Fabris. «Quello che è certo, ed è dimostrato anche dal fatto che siamo stati noi a proporre il ricorso, è che le stiamo provando tutte per riuscire ad avere il nuovo Pef, che a questo punto aspettiamo da sei anni. È chiaro che i ritardi non possono essere imputati a Strada dei Parchi». Fabris ricorda che le due autostrade abruzzesi percorrono un territorio ad altissimo rischio sismico.
«Pensavamo che, anche alla luce del fatto che le tratte sono considerate strategiche ai fini della protezione civile, scaduto il periodo regolatorio ci fosse l’obbligo da parte del Mit a rivedere il vecchio piano e fare quello nuovo».
ATTESA INFINITA. E nelle more, in attesa del nuovo Pef, cosa succederà? «Succede che continua questa attesa infinita. AbbiaMO appreso che nel giugno del 2018, alla vigilia insediamento nuovo governo, il tavolo interministeriale Aveva concluso le sue attività arrivando a una proposta di Pef per 3.1 miliardi, sulla base di una delibera del Consiglio superiore dei lavori pubblici, che indicava quali opere si dovevano fare, e altri parametri decisi dal Mit e dal Ministero dell’Economia. Nel frattempo, il concessionario ha fatto da spettatore a questo confronto tutto interno agli organismi dello Stato. Abbiamo appreso da dichiarazioni fatte da Toninelli durante le sue uscite in Abruzzo che questo Pef sarebbe stato mandato all’Ue. Anche noi abbiamo chiesto di essere ascoltati dall’Europa, e nego che ci sia un contro-piano di qualsiasi tipo da parte della società. Attendiamo che si concluda questa vicenda, per avere due risultati: la sicurezza sismica e una gestione sulle tariffe molto più equilibrata».
FARE PRESTO. L’importante, secondo Fabris, è fare presto. «Non ci opporremo» dice rivolgendosi al Mit, «a quanto vorrete decidere, purché si concluda. È da un anno, era il 5 gennaio dell’anno scorso, che si è riunito il tavolo tecnico. Poi abbiamo partecipato a un incontro a ottobre. Adesso siamo già a metà febbraio, sono passati mesi perché le carte si muovessero da un tavolo all’altro. Segnalo che a proposito di trasparenza, non abbiamo saputo niente di questo incontro tra ministeri, governo e Commissione Ue, e al concessionario non è rimasto altro che ricorrere al Tar. Una circostanza che dimostra che da parte c’è determinazione assoluta nel cercare di smuovere le carte».
DIVIETO DI TRANSITO AI TIR. Strada dei Parchi infine comunica che, per urgenti e inderogabili attività di monitoraggio, dal 12 al 15 febbraio sarà disposto sulla carreggiata est (direzione Teramo) dell’A24, tra gli svincoli di Assergi e Colledara/San Gabriele, il divieto di transito ai mezzi pesanti con massa superiore a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate.