Strade larghe sette metri Lettopalena è da circuito

LETTOPALENA. C’è via Roma, sì, ma l’unico cruccio è che è piccolina. Parrebbe un’offesa, visto che della Capitale ricalca soprattutto l’imponenza delle strade. Certo, non siamo ai livelli di via dei...
LETTOPALENA. C’è via Roma, sì, ma l’unico cruccio è che è piccolina. Parrebbe un’offesa, visto che della Capitale ricalca soprattutto l’imponenza delle strade. Certo, non siamo ai livelli di via dei Fori Imperiali, larga 30 metri. Fatti giusto due calcoli a occhio e croce qui la media è di sette metri, perché in alcuni punti si arriva anche a dieci e in altri si scende a sei, raramente a meno. Visto che nella loro lunghezza via Cavour, via Mazzini, via Verdi, via Italia, via Croce, via D’Annunzio e piazza Risorgimento, solo per citarne alcune, si estendono in tutto per sei chilometri e mezzo e che gli abitanti censiti alla fine dello scorso dicembre erano 380, siamo a qualcosa come 120 metri quadrati di strada a persona. Se a Lettopalena ogni residente fosse obbligato ad adottare un tratto di via con lo scopo di dirottare le esigue risorse del bilancio comunale in altri settori per toglierli dalla manutenzione della viabilità, troppo dispendiosa, quasi tutti dichiarerebbero fallimento. E chi se la sentirebbe di spazzare, rattoppare, decorare, abbellire, infiorare un pezzo di patrimonio pubblico così ampio!
Eppure questo paese ricostruito di sana pianta alla destra del fiume Aventino perché il nucleo originario, alla sinistra del corso d'acqua, fu raso al suolo dai tedeschi nella Seconda guerra, è stato pensato come un giardino naturale, con tanti alberi su ogni marciapiede, oggi diventati fin troppo grandi da non consentire il transito a un passeggino. Insomma, un paese da record nel rapporto abitante/viabilità. Per avere un’idea della maestosità delle strade del borgo sorto intorno all’abbazia benedettina di Santa Maria di Monteplanizio, i più anziani ricorrono a un paragone: se nel vecchio paese ridotto ormai a ruderi, due muli non riuscivano a passare contemporaneamente sulla stessa strada, adesso, nella zona nuova, le vie sono talmente larghe da poter ospitare tutti gli animali dell’arca di Noè.
«Sì», confermano il sindaco, Carolina De Vitis e il vice Pietro DìIppolito (nella foto), «abbiamo questo record che non passa inosservato. Chiunque viene qui per la prima volta nota la larghezza delle nostre strade. Abbiamo fatto un regolamento per l’adozione delle aree verdi comunali da parte dei privati con la possibilità di far mettere la pubblicità di chi gestisce singole zone, visto che il Comune da solo non ce la fa nelle manutenzioni. E ora che siamo riusciti ad avere un milione di euro di finanziamento col progetto “Semila campanili“ (sono tre i comuni nel Chietino, sei nell’intero Abruzzo, ndc) realizzeremo altri marciapiedi mentre quelli esistenti saranno migliorati sostituendo gli alberi che creano qualche problema. Rifaremo gli asfalti e la piazza che, così com’è, non è vissuta. Una volta in piazza c’era una rotatoria al centro poi smantellata: ecco vogliamo che questo largo diventi un luogo di aggregazione sociale, bisogna dargli un’anima».
Il paese si sviluppa all’apice di grandi blocchi calcarei, come la Maiella di queste parti, frutto di una frana avvenuta 5.000 anni fa e che si riversò in parte nel fiume sottostante. La disoccupazione qui si fa sentire ma di recente è stata creata una cooperativa per la gestione dei servizi come il verde e le strutture pubbliche inutilizzate. «Un finanziamento è stato ottenuto per il rifacimento di un vecchio casolare, Casino Mendozzi: sarà trasformato in ostello. Arriverà anche un parco avventura nella zona del Parco della Maiella», prosegue il sindaco, «e un’area pic-nic per disabili, la prima in Abruzzo. Il centro ippico al momento è chiuso ma c’è l’ambizione per farlo ripartire. Puntiamo a un centro polivalente nell’area del campo sportivo per calcetto, pattinaggio e volley».
Intanto un’idea: se dovesse nascere una nuova strada, ma questa volta sontuosa, il Comune la intitoli, questa sì, via Roma, per rendere onore alla Capitale che tra i rioni Prenestina e Castelverde, zona est, ha “Via Lettopalena”, cap 00132: è lunga 250 metri per quattro di larghezza. Poca roba rispetto a qui, certo, ma anche via Lettopalena «porta a Roma». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

