Strade rotte, tre milioni alle Province

6 Novembre 2014

Fondi regionali per la manutenzione. E D’Alfonso insedia l’Osservatorio per la riforma degli enti

PESCARA. Uno stanziamento di 3 milioni e 200 mila euro sarà devoluto alle Province per la manutenzione del loro sistema viario. E' stato lo stesso presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso, a darne comunicazione ai Presidenti e alle tecnostrutture, riuniti ieri mattina nella sede della Presidenza di Pescara. «Dobbiamo ristabilire il diritto degli abruzzesi alla viabilità» ha dichiarato D'Alfonso. «Una regione che non ha un sistema viario praticabile non è una regione». D'alfonso ha spiegato che la natura dei fondi non è statale poiché - ha precisato - per le Province non ci sono risorse aggiuntive, ma di provenienza regionale e anche comunitaria. L'assegnazione delle risorse avverrà entro novembre, secondo criteri che terranno conto dell'ampiezza della rete e anche dell'uso, ma il presidente ha chiesto agli enti di redigere una progettazione che distingua la pericolosità, e il numero degli incidenti anche per valutare l'ammontare delle richieste di risarcimento. «L'assegnazione di risorse a novembre significa che c'è una ferma volontà a determinarvi un aiuto pur senza dotazioni normative» ha concluso D'Alfonso «prendendo risorse altrove e immaginando una nuova dotazione entro dicembre». Intanto , sempre per quanto riguarda le Province, entro il 31 dicembre dovranno essere adottate le iniziative legislative per dare un nuovo assetto istituzionale alle Province, così come prevede la riforma Delrio. A questo scopo D'Alfonso, ha insediato “l'Osservatorio regionale per la riforma delle Province”. L'Osservatorio si compone di un livello politico, che raccoglie oltre alla Regione, i Presidenti delle Province, dell'Anci e dell'Upa, e di un livello tecnico di supporto. «L'Osservatorio che insediamo» ha detto in apertura dei lavori D'Alfonso «ha la competenza di assestare la profonda evoluzione che ha conosciuto l'Italia sul piano dell'architettura istituzionale». Il Presidente ha delineato una sua idea di articolazione dei poteri, chiarendo subito di censurare qualunque «compitino burocratico». «C'è bisogno di un alto tasso di progettualità, con un Ente regionale che dialoghi alla pari con le altre Istituzioni, in un dialogo competitivo, volto a cercare idee». Oltre a definire puntualmente il ruolo delle Province, nella loro nuova veste di "Vasta area" il presidente non ha nascosto di immaginare, oltre ai quattro capoluoghi di Regione, almeno 12 distretti intermedi».