Striscioni e macchie d’olio Flash mob contro Ombrina

Lungo la costa la manifestazione per dire no alla piattaforma petrolifera E il M5S attacca il Pd: a parole dice una cosa poi non fa nulla per bloccare il piano
PESCARA. Parlamentari, consiglieri regionali e comunali, cittadini interessati al discorso sullà compatibilità tra sviluppo e ambiente, hanno partecipato ieri al flash mob organizzato dal Movimento 5 Stelle contro il progetto petrolifero della Medoilgas, denominato “Ombrina Mare 2” e previsto al largo della costa teatina.
Tutti insieme per difendere il Parco Nazionale della costa dei Trabocchi – la cui perimetrazione dev’essere ancora messa nero su bianco – dalla piattaforma di estrazione petrolifera che, secondo gli oppositori, avrebbe un grosso impatto ambientale e turistico davanti ad uno dei tratti più belli della costa abruzzese.
Tra l’altro la protesta è avvenuta a ridosso della scadenza dei termini (prevista per domani) per la presentazione delle osservazioni tecniche contro la ripresa della procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) dello stesso progetto.
La manifestazione “No Ombrina” ha visto assembramenti lungo la lungo tutta la costa eccetto che a Vasto, dove a causa del maltempo, è stata rinviata al 3 agosto.
A Pescara il flash mob si è svolto in centro alla Nave di Cascella e ha visto la partecipazione, fra gli altri, del deputato Gianluca Vacca e delle capogruppo Sara Marcozzi (consiglio regionale) ed Enrica Sabatini (consiglio comunale di Pescara).
Striscioni, teli dipinti e corpi macchiati di nero come il petrolio. Ma per M5S la manifestazione è stata anche occasione per strigliare il Pd davanti al progetto Ombrina Mare. «Il Pd è bravo ad ingannare i cittadini», sostiene Vacca, «perché a parole è da più di un anno che dice di essere contrario ad Ombrina, ma nei fatti, non ha fatto nulla per bloccare il progetto, anzi, ha bocciato tutte le nostre proposte e tutti i nostri emendamenti e le nostre mozioni che abbiamo presentato in parlamento per risolvere definitivamente la questione. La via è una soltanto, quella di intervenire con una norma, una modifica normativa per ripristinare la legge anteriore all'intervento del governo Monti e dire la parola fine al progetto».
«Bisogna lavorare in Abruzzo e a Roma», incalza la Marcozzi con una striscia nera che dalla fronte scivola sul naso e che vorrebbe riprendere una macchia di olio, «il partito di maggioranza, pensiamo al Pd, ha delle politiche dissociate. Soffrono di sindrome bipolare: a livello abruzzese ci promettono che non si farà Ombrina a chiacchiere, poi a livello parlamentare portano avanti delle politiche energetiche anni '60». Nei blog si fa riferimento in particolare alla dichiarazioni di vittoria a cui si lasciò andare la senatrice aquilana Stefania Pezzopane sostenendo che il progetto Ombrina era stato sospeso. Quel giorno in Senato venne respinta una mozione di Gianluca Castaldi (M5S) che avrebbe ripristinato il divieto di attività di ricerca in mare entro le 12 miglia.(cr.re.)

