Studenti abruzzesi bocciati in digitale
Per l’Istat solo il 17,2% possiede competenze avanzate. In regione tanti diplomati ma i laureati sono sotto la media italiana
PESCARA . Tanti diplomati, e una percentuale di abbandono scolastico inferiore alla media nazionale, anche se alla fine gli studenti che arrivano a conseguire la laurea sono il 4,1% in meno rispetto al dato italiano. Quello che lascia veramente stupiti è l’aspetto legato alle competenze digitali avanzate, che vede l’Abruzzo fermo al 17,2%, a fronte di una media italiana che, seppur non brillante, si attesta comunque sul 19,5%. Un fenomeno allarmante, una sorta di “analfabetismo digitale” sul quale riflettere. Sono alcuni numeri del “pianeta” scuola in Abruzzo, elaborati da Andrea Leonzio, coordinatore regionale dell’Istituto di ricerca sociale e di economia del lavoro Fratelli Pomilio. L’analisi è stata condotta a partire da dati Istat e del Servizio nazionale di valutazione dell’Invalsi.
UN PO’ DI NUMERI. I bambini iscritti alle scuole dell’infanzia in Abruzzo rappresentano il 93,4%, a fronte del 91,1% registrato a livello nazionale. Le persone di età compresa tra i 25 e i 64 anni in possesso di un diploma rappresentano il 64,8% (il 60,9% in Italia). I laureati, al contrario, sono il 25,8% a fronte del 26,9% italiano. La percentuale di neo-diplomati abruzzesi che si iscrive all’università nello stesso anno in cui ha conseguito il diploma è del 56.5%. In Italia il dato si attesta sul 50,5%. Le persone che abbandonano il percorso scolastico, e che pertanto sono in possesso al massimo della licenzia di terza media sono il 7,4%, a fronte di un dato nazionale che è quasi doppio (14%). I Neet, i giovani che non lavorano e non studiano (età compresa tra i 15 e i 29 anni) rappresentano il 222%, a fronte di una media nazionale del 24,1%. La quota di persone che partecipano alla formazione continua è del 6,1%, contro il 7,9% nazionale. E passiamo alla competenza alfabetica degli studenti, calcolata con il punteggio Invalsi (blocchi di domande ai quali corrisponde un determinato punteggio): in Abruzzo è di 198,8 punti, contro i 200 della media italiana; stesso discorso per la competenza numerica (199,7). La partecipazione alla vita culturale (almeno 4 volte al cinema, teatro, musei o concerti, lettura di un quotidiano almeno tre volte a settimana, e di almeno quattro libri in un anno riguarda il 22% degli abruzzesi, contro il 27,1% degli italiani.
L’ANALISI. «Risultati negativi», osserva Leonzio, «si rilevano nei confronti dell’esiguo numero di studenti che conseguono la laurea, nella scarsa partecipazione dei giovani e degli adulti alla formazione continua, nel livello generale della competenza alfabetica e numerica ma soprattutto negli scarsi e preoccupanti risultati delle persone nelle competenze digitali e nella partecipazione culturale».
SOS SCUOLA. «La formazione», prosegue Leonzio, «rappresenta un bene comune che non può appartenere soltanto alla classe politica, ma all’intero Paese, e in particolare a tutte le organizzazioni che rappresentano le istanze di coloro che la scuola la vivono nella quotidianità del lavoro Si ritiene pertanto necessaria la indizione di una conferenza regionale sulla scuola al fine di imporre la concretezza dei problemi a cui dare una efficace e responsabile risposta».
NUOVI PERCORSI FORMATIVI. Il coordinatore dell’Irsel ritiene necessario introdurre nuovi profili per l’istruzione e la formazione professionale adeguandoli agli standard più elevati delle qualifiche professionali europee.
«A tal fine», spiega, «è necessario introdurre nuovi percorsi formativi diretti ad alfabetizzare gli studenti al digitale. L’eccellenza del sistema formativo in Abruzzo deve essere incentrata essenzialmente nella filiera professionalizzante degli Its (Istituti tecnici superiori) e in particolare nella formazione di tecnici altamente specializzati, richiesti dalle imprese dei settori strategici dell’economia regionale».
Tecnici in grado di inserirsi nei settori strategici del sistema economico-produttivo dell’Abruzzo, portando nelle imprese competenze specialistiche e capacità d'innovazione
IL LIBRETTO. «Un obiettivo da perseguire», conclude Leonzio, «è l’istituzione del libretto formativo del cittadino».Inoltre, occorre «costituire un patto per le competenze e le occupazioni digitali che riunisca tutte le parti interessate dei settori dell'istruzione, dell'occupazione e dell'industria, per sviluppare un ampio bacino di talenti digitali e garantire che i singoli individui e la forza lavoro siano dotati di competenze digitali adeguate».

