«Sul Cotir solo tante promesse E ora si parla di esuberi»

8 Luglio 2016

PESCARA. «Dopo che diversi politici, oggi consiglieri regionali ed assessori, sono saliti sul tetto per protestare, dopo che i sindacati, soprattutto la Cgil, hanno bloccato l’unica e vera riforma...

PESCARA. «Dopo che diversi politici, oggi consiglieri regionali ed assessori, sono saliti sul tetto per protestare, dopo che i sindacati, soprattutto la Cgil, hanno bloccato l’unica e vera riforma possibile sui Centri di Ricerca preparata dall’ex assessore regionale Mauro Febbo ad oggi ferma in un cassetto, dopo due anni di commissariamento portato avanti dai liquidatori, sembra che la Regione abbia deciso di decretare il fallimento del Cotir». Questo il commento di Alberto Amoroso, ex presidente del consorzio per le tecniche irrigue di Vasto.

L’ex presidente in una nota sottolinea come «a malincuore», in questi due anni si sia « letteralmente piegato alla volontà della Regione e di D’Alfonso», e che poco e nulla è stato programmato per far uscire il Centro di ricerca fuori dalla situazione critica economica-finanziaria «nonostante in passato fossimo riusciti ad attivare le misure del Piano di sviluppo rurale (Psr) affinché il Cotir continuasse a vivere e prendere commesse».

«Oggi», riprende, «dopo tante promesse e illusioni, nulla o quasi niente è stato fatto visto che la Regione di centrosinistra ha palesemente manifestato poco interesse al sud dell’Abruzzo e molto interesse invece nel risolvere altre vertenze come ad esempio Arit, Ciapi di Chieti scalo, Saga (aeroporto). «Pertanto», conclude Amoroso, «mi auspico una presa di posizione forte da parte della Regione visto che esiste ferma in un cassetto una legge di riordino pronta per salvare le competenze e i lavoratori dei Centri di ricerca abruzzesi. Infatti da sempre è stato spiegato che solo un Fondo di rotazione ad hoc da iscrivere nel bilancio regionale può dare continuità e futuro alla ricerca come è stato anche promesso nelle campagne elettorali da chi oggi è al governo».

A far luce sulla situazione in cui versa il Cotir è anche Febbo dopo l’audizione dei Componenti del collegio dei liquidatori da parte della commissione di Vigilanza: «Abbiamo saputo che c’era un progetto articolato su diverse ipotesi di rilancio che vanno dalla realizzazione di un Centro unico alla integrazione con i Poli e le Università, al coinvolgimento delle organizzazioni professionali, ma che nessuna ha avuto il via libera definitivo. Così come è emerso che sono in fase di pagamento (luglio/agosto), da parte di Agea, i fondi relativi alla Misura 214 del PSR 2007/2013: con questi importanti finanziamenti sarà possibile saldare gli stipendi di Crab e Cotir relativi ad alcune mensilità ma non saranno sicuramente sufficienti a coprire tutti i mesi del 2016 ancora in sospeso. Quindi si è parlato di contratti di solidarietà nonché dell’ipotesi, per una parte del personale, di dichiarazione di esubero».