Super ospedali, la Regione non decide

5 Marzo 2019

Ecco la replica al Tavolo di monitoraggio che ha detto no allo sviluppo di Chieti e Teramo e promuove L’Aquila e Pescara

L’AQUILA. La Regione ha deciso di prendere tempo congelando la decisione sullo stop alla nascita dei due super ospedali condivisi imposto dal ministero della Salute e dal Mise. La risposta al divieto di creare due Dea di secondo livello funzionali, composti dal policlinico di Chieti e il Santo Spirito di Pescara, e dal San Salvatore dell'Aquila e il Mazzini di Teramo, è rinviata a dopo la nomina del nuovo assessore alla sanità da parte del presidente Marco Marsilio. Questa decisione, dettata dal buon senso e dall'imbarazzo di bloccare il riordino della rete ospedaliera studiata dalla giunta di centrosinistra e dall'assessore Silvio Paolucci, sarà comunicata oggi ai due ministeri che compongono il Tavolo di monitoraggio romano. Da questo organismo di verifica e programmazione era arrivato, a dicembre, il no a unire funzionalmente gli ospedali di Pescara e L'Aquila rispettivamente con quelli di Chieti e Teramo. Ma il verbale di quella riunione decisiva per il futuro della riorganizzazione ospedaliera abruzzese è stato reso pubblico molti giorni dopo, alla vigilia del voto per le regionali che ha ribaltato il governo abruzzese.
Il nuovo tavolo di monitoraggio nel frattempo è stato fissato per il 28 marzo. E le controdeduzioni che il Dipartimento di Salute e Welfare della Regione deve fornire, rappresentano un passaggio decisivo pe i nuovi assetti di reparti e primari, quindi per le assunzioni e le riaperture del punto nascita di Sulmona e dei pronto soccorso negli ospedali declassati. Ma nell'ultimo giorno disponibile per rispondere con un sì oppure con un no, la Regione ho deciso di non decidere. Oggi lo comunicherà ai ministri Giulia Grillo e Giovanni Tria. Nel verbale che partirà per Roma le sole risposte riguarderanno gli aspetti economici pregressi. Mentre il dilemma principale viene rimesso nelle mani della politica regionale di centrodestra. E diventerà il primo grande problema che Marsilio dovrà affrontare. Un problema che va oltre gli scontri di campanile perché azzera le deroghe al decreto del ex ministro Lorenzin per non declassare a Dea di primo livello gli ospedali di Chieti e Teramo, promuovendo quelli dell'Aquila e Pescara a ospedale super specializzati.