Svernare in Abruzzo, la scelta di 19mila uccelli acquatici

5 Febbraio 2018

Il censimento dell'Ispra rivela che su 38 specie diverse migrate nei nostri specchi d'acqua quella più presente è la folaga e la maggior parte dei volatili ha scelto i laghi di Campotosto e Serranella

PESCARA. Oltre diciannovemila gli uccelli acquatici, di 38 specie diverse, che hanno deciso di trascorrere l'inverno in Abruzzo. Di queste, ben 18 specie hanno scelto l'Oasi Wwf di Serranella, in territorio di Altino (Chieti), mentre il maggior numero di uccelli svernanti è sul lago di Capestrano. A contarli sono stati i 29 rilevatori che si sono sparsi lungo fiumi, laghi e coste della regione, armati di potenti binocoli, tra il 13 e il 14 gennaio scorsi nell'ambito del censimento degli uccelli acquatici svernanti, coordinato in Italia da Ispra, braccio operativo scientifico del Ministero dell'Ambiente. Si tratta di una forma di monitoraggio a lungo termine lanciata a livello internazionale nel 1967 e che si effettua anche in Abruzzo ormai da quasi vent'anni.

Il censimento 2018 evidenzia che l'uccello con abitudini acquatiche maggiormente presente in Abruzzo è la Folaga: ne sono state censite ben 5589. Segue a ruota il Moriglione, a quota 4291. In termini assoluti il sito umido più ricco di uccelli è il lago di Campotosto, riserva naturale statale di ripopolamento animale dei carabinieri forestali all'interno del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Il protocollo prevede un conteggio dettagliato, specie per specie, che si attua nel mese di gennaio quando il movimento migratorio è minimo. Il coordinatore Iwc per l'Abruzzo è da diversi anni l'ornitologo Carlo Artese. «Si tratta - spiega - di una attività a base volontaria, con la partecipazione di oltre 30 appassionati ornitologi di Associazioni come il Wwf con le sue Oasi e le sue Guardie ambientali, la Stazione Ornitologica Abruzzese, il gruppo Snowfinch dell'Aquila, personale delle Riserve Naturali Regionali e dei Parchi Nazionali. È interessante notare che da diversi anni il numero di specie rimane sostanzialmente stabile intorno alla quarantina ed è un numero importante. Interessante la presenza di specie di cui è stato osservato un solo individuo: Nitticora, Marzaiola, Corriere piccolo, Gabbiano reale pontico, Piro piro piccolo e Albanella reale; del Marrangone minore (2) e di Zafferano comune, Canapiglia e Garzetta (4). La maggiore ricchezza di specie la vanta invece l'oasi Wwf del Lago di Serranella, a quota 18, seguita a ruota proprio da Campotosto (17), da vari punti del litorale (tra 15 e 9) e dalle Sorgenti del Pescara (10 specie censite).