Sviluppo, l’Abruzzo fuori dagli incentivi?

17 Settembre 2015

Appello di Santilli (Unioncamere) e Pelino (Fi): «La Regione faccia cambiare idea al governo Renzi»

PESCARA. «Nel piano per il Mezzogiorno che il governo presenterà il 15 ottobre con la legge di Stabilità ci sarà anche un pacchetto mirato di incentivi fiscali per sostenere lo sviluppo delle imprese che creano nuova occupazione e che vogliono crescere sul mercato. Allo studio c'è la riduzione dell'aliquota Ires, che passerà dal 27,5% al 20%. Ma l'Abruzzo è fuori dal novero delle regioni che potranno usufruire di tale agevolazione». Il presidente di Unioncamera d’Abruzzo Lorenzo Santilli, invita fin da ora il governatore Luciano D'Alfonso, la giunta regionale, i parlamentari abruzzesi di ragionare insieme con il governo per far sì che l'Abruzzo sia ricompreso nell'elenco delle regioni del Mezzogiorno su cui concentrare investimenti e risorse.

Un invito che la vice presidente del gruppo di Forza Italia al Senato Paola Pelino di Sulmona rivolge immediatamente al presidente del Consiglio Matteo Renzi invitandolo a mantenere fede all'impegno assunto nella sua recente visita all'Aquila, «di inquadrare la nostra regione nelle iniziative al vaglio dell'esecutivo». L’Ires è l’imposta sul reddito delle società (società di capitali, società cooperative, enti pubblici e privati).

La fonte sulla possibile esclusione dell’Abruzzo è per entrambi Il Sole 24 Ore, quotidiano economico di Confindustria. Nell'elenco delle regioni che potranno beneficiare del taglio dell’Ires figurano Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia, ma non l'Abruzzo. «L'abbattimento dell'Ires è un elemento imprescindibile per il rilancio del sistema imprenditoriale della nostra regione e per attrarre nuovi investimenti. La fase di retrocessione dell'Abruzzo», sottolinea il presidente dell'Unione delle Camere di Commercio abruzzesi, «è iniziata proprio con l'uscita improvvisa e repentina dall'Obiettivo 1. Le agevolazioni fiscali e gli sgravi sul lavoro devono necessariamente coinvolgere l'Abruzzo, area che gode di una posizione geografica strategica».

«In presenza di un tessuto economico regionale spossato da una crisi strutturale», sottolinea la Pelino, «questa misura potrebbe favorire il rilancio attraverso la leva fiscale. D'Alfonso faccia la sua parte e incalzi il governo amico perché siamo in presenza di un tornante delicato». (cr.re)