Tagli al Sociale I sindaci: «A rischio servizi e lavoro»

23 Maggio 2015

SAN SALVO. «Senza la copertura finanziaria in Abruzzo sono a rischio il welfare e la salvaguardia dei diritti dei più deboli e con i tagli subiti le amministrazioni comunali si vedranno costrette...

SAN SALVO. «Senza la copertura finanziaria in Abruzzo sono a rischio il welfare e la salvaguardia dei diritti dei più deboli e con i tagli subiti le amministrazioni comunali si vedranno costrette dal prossimo 1° luglio a ridurre e in taluni casi annullare i servizi sinora garantiti, se non ci dovesse essere nessun atto concreto dalla Regione Abruzzo». Lo sostengono i sindaci e i presidenti degli Ambiti territoriali sociali della provincia di Chieti, che si sono riuniti nell'aula consiliare del Comune di San Salvo, per evidenziare i limiti della nuova programmazione del Piano sociale regionale 2016-2018 e il mancato pagamento ai Comuni delle prestazioni per i servizi sociali effettuati negli anni precedenti.

«Si rischia così il dissesto dei comuni, che sono già in difficoltà per i tagli dello Stato, e la chiusura di servizi per le fasce più deboli della società», affermano gli amministratori locali che si sono ritrovati dopo l'incontro in Regione dello scorso 19 maggio con la dirigente regionale.

In quella occasione i sindaci sostengono che era stato loro evidenziato la mancata copertura per le annualità precedenti, l'incertezza dei fondi per l'annualità corrente e per il nuovo Piano sociale regionale. Una comunicazione che ha allarmato i Comuni che hanno già erogato i servizi ai cittadini e i relativi costi sono stati sostenuti e inseriti nei rispettivi bilanci comunali e che ora sarebbero senza copertura finanziaria.

Al termine della riunione è stato così stilato il documento con il quale si evidenzia «la gravità della situazione». Allo stesso tempo i sindaci non chiudono «la porta al dialogo con la Regione, ribadendo la necessità di dare ogni giorno risposte vere e non vane alle aspettative della comunità. Diversamente gli enti locali dovranno rivedere e riparametrare le prestazioni nel sociale» mettendo anche «a rischio centinaia di posti di lavoro».