«Taglio tribunali, la regione si mobiliti»
L'AQUILA. «Si rincorrono, in questi giorni, notizie sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie e sulla nuova organizzazione dei Tribunali abruzzesi, e tornano prepotenti le paure e le...
L'AQUILA. «Si rincorrono, in questi giorni, notizie sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie e sulla nuova organizzazione dei Tribunali abruzzesi, e tornano prepotenti le paure e le perplessità legate alla riforma decretata nel 2013, in ordine alla quale sono stati coinvolti i Presidi giudiziari di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto, rimasti in regime di proroga fino al 2018, a causa delle condizioni logistiche generali dovute al sisma del 2009». Lo scrivi il presidente del Consiglio regionale d'Abruzzo Giuseppe Di Pangrazio che in accordo con il Presidente della Regione Luciano D'Alfonso, convocherà nei prossimi giorni un tavolo di concertazione con tutti i parlamentari dell'Abruzzo, dei sindaci delle quattro città direttamente coinvolte, e dei presidenti degli organismi forensi dei circondari interessatie. Nella nota si sottolinea come «la presenza del Tribunale è condizione essenziale ai cittadini di essere una società, di vivere il senso di essere “comunità”. «Il Consiglio della Regione Abruzzo» aggiunge Di Pangrazio, «ha adottato, nel tempo, tre motivate risoluzioni con le quali ha impegnato la Giunta ad interloquire con il Governo centrale al fine di elaborare un piano di ridefinizione complessiva della geografia giudiziaria regionale, a partire dalla riconsiderazione dei criteri oggettivi ed omogenei fissati dalla Legge delega 148/2011, ovvero: l'estensione del territorio, il numero degli abitanti, i carichi di lavoro e l'indice delle sopravvenienze, la specificità territoriale del bacino di utenza, anche con riguardo alla situazione infrastrutturale e del tasso d'impatto della criminalità organizzata. I Decreti delegati hanno oramai esaurito i loro effetti sul resto dei Tribunali d'Italia, ma nuove prospettive si sono nel frattempo aperte con la legge 397/2013, con la previsione di possibili convenzioni con le regioni».

