Tassi: la scelta giusta? Conservare la natura

POLLUTRI. «Benvenuti al Sud nella culla della civiltà mediterranea» suggerisce come slogan del nuovo Grand Tour alla riscoperta del Mediterraneo attraverso un moderno turismo sostenibile e...
POLLUTRI. «Benvenuti al Sud nella culla della civiltà mediterranea» suggerisce come slogan del nuovo Grand Tour alla riscoperta del Mediterraneo attraverso un moderno turismo sostenibile e consapevole, lo storico direttore del Parco nazionale d'Abruzzo Franco Tassi, di recente invitato come keynote speaker al Convegno Internazionale del Consiglio d’Europa in Cappadocia (Turchia). Al Sud dove bellezza, storia e natura esprimono un equilibrio unico e perfetto. Dove il paesaggio è “vivente” perché ha un cuore verde che batte, la natura è viva e il territorio è stato modellato dall'uomo. Il Golfo di Napoli col Vesuvio, Catania con l'Etna, Matera con i suoi Sassi, Atene con il Partenone, Istanbul con Efeso e la Cappadocia. Un patrimonio straordinariamente unico, che il resto del mondo più lontano e meno privilegiato guarda con grande aspettativa di emozione, stupore, scoperta, equilibrio, desiderio da vivere almeno una volta nella vita. Una ricchezza che salvaguardata con attenzione e sfruttata con rispetto potrebbe riportare in attivo non pochi bilanci azzerati dalla crisi dando lavoro alla popolazione locale con l'ecoturismo, il nuovo turismo culturale ecologico e responsabile, il segmento più in crescita nell'industria turistica, prima al mondo delle industrie umane. L'Abruzzo con le sue montagne incontaminate abitate da uomini e lupi, orsi e camosci, animali a forte impatto emozionale, rappresenta indubbiamente un richiamo formidabile. Una mèta da non mancare per il turismo affluente dall'Europa più evoluta e, in crescita virale, dai paesi più lontani come Asia, Americhe e Australia. Ma così non è «perché non sappiamo utilizzare questa possibilità di riscatto che la natura ci ha donato così generosamente». Lo rimarca, Tassi, indicando come modello virtuoso da cui prendere esempio lo scenario unico della Cappadocia, regione «risorta» dopo aver compreso come la conservazione del paesaggio vivente possa rappresentare la migliore risorsa per l’intera società. Non solo in termini immediatamente monetizzabili. Tra i fondamentali vantaggi a medio termine vi sono la garanzia dell' equilibrio ecologico e idrogeologico, fertilità e biodiversità, qualità dell’aria e dell’acqua. Non ultimi i benefici intangibili e profondi del paesaggio vivente, di arricchimento culturale e spirituale senza pari. L'Italia ha tutte le attrattive in regola – biodiversità, wilderness, paesaggio, storia millenaria, cultura - ma all'estero parlano di noi come esempio di «analfabetismo funzionale ed ecologico», continua Tassi. «Abbiamo una montagna di tesori e li stiamo distruggendo, pensiamo alle trivellazioni nella Costa dei Trabocchi. Eppure la concreta esperienza del Parco d’Abruzzo nel periodo d’oro rappresenta un caso che ormai fa scuola anche all’estero. E' la sola strada maestra per un avvenire migliore». (j.f.)
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