Te la do io Medicina... Abruzzo, bocciati sei su 10

24 Settembre 2015

La d’Annunzio Chieti-Pescara e L’Aquila fra i dieci atenei (quasi tutti del Sud) con votazioni più basse: candidati somari o preparazione inadeguata?

PESCARA. I candidati che hanno totalizzato i 20 punti minimi necessari per concorrere alla graduatoria nazionale e alla distribuzione dei posti disponibili nelle facoltà di Chieti e L’Aquila di Medicina, sono 716 cioé il 40% del totale, 8 punti in meno della media nazionale. In pratica sei studenti su dieci (il 60%) non ce l’hanno fatta, mentre gli altri devono aspettare i risultati del 2 e 7 ottobre per sapere bene dove potersi iscrivere. Anche la media del punteggio è fre le più basse (vedi tabella accanto) mentre solo un candidato (iscritto a Chieti) risulta fra i primi 100 a livello nazionale quanto a votazione.

Dato negativi che pongono le università d’Annunzio e dell’Aquila fra i dieci atenei con i risultati peggiori a livello nazionale. I ragazzi più impreparati in assoluto sembrano essere quelli della Magna Grecia di Catanzaro. Seguono gli atenei di Sassari, Foggia, Messina, Seconda università di Napoli, Catania, Salerno, Molise, Tor Vergata di Roma, Chieti/Pescara (61%), Aldo Moro di Bari e quindi L'Aquila.

In particolare la media dell'ateneo del capoluogo risulta di diversi punti in percentuale più bassa rispetto alla media italiana: il 52% dei candidati ha avuto l'insufficienza al test a livello nazionale. Perché? Che cosa ha determinato questi risultati? Sono gli studenti più impreparati o le Università sono troppo distanti dalla preparazione scolastica?

I dati non sembrano preoccupare la rettrice dell'Ateneo aquilano, Paola Inverardi. «All'Aquila hanno fatto il test 613 studenti, di cui sono risultati idonei 244», sottolinea, «i posti sono 115 e verranno coperti in base a una graduatoria nazionale. Quindi è probabile che molti degli iscritti all'ateneo aquilano non siano da ricercare tra chi ha sostenuto il test in città». Il dato che più di tutti rincuora la rettrice riguarda la media dei voti di chi ha superato il test. Il punteggio minimo per entrare in una graduatoria era 20 su 90. «I nostri studenti hanno ottenuto di media 18,54, ma gli idonei si sono attestati oltre il 30, non male rispetto al resto d'Italia. Basti pensare che a Bologna la media è stata 32», continua la rettrice, «il voto più alto è stato 55, il 415esimo sui 9mila aspiranti. Mi sembrano dati non particolarmente negativi».

Sul livello didattico, la Inverardi non ritiene che si tratti di ragazzi poco preparati: «Stando ai risultati, sono stati penalizzati dalle domande di attualità non da quelle tecniche. D'altra parte, io stessa oggi avrei difficoltà a superare un test come quello proposto».

A Chieti i candidati sono stati 1.221 per 180 posti (più 10 per gli studenti extracomunitari non residenti) per quanto riguarda Medicina, e 30 posti (più 5 per gli extracomunitari non residenti) per Odontoiatria. Qui il punteggio medio che divide i non idonei dagli idonei è più basso che all’Aquila. Il preside della scuola di Medicina dell’università Gabriele d’Annunzio, Sebastiano Miscia, ci tiene a precisare che i risultati conseguiti dai candidati «non dipendono da noi». «I test sono nazionali», continua, «le domande sono state scelte a livello centrale per tutti i candidati, a prescindere dalla sede universitaria dove si sono svolte le prove d’accesso e anche la correzione non avviene in università, ma a livello centrale e tra l’altro è affidata a procedure elettroniche». Detto questo, il preside condivide il discorso sulla didattica: «Potremmo aprire un ragionamento sulle scuole superiori, in particolare dei licei scientifici e classici, e su come hanno preparato i ragazzi che sono venuti a fare il test da noi. C’è da dire, però», conclude alla pari con la Inverardi, «che una bella fetta arriva da altre regioni».

(hanno collaborato Michela Corridore e Arianna Iannotti)

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