Terremoto, chieste dodicimila verifiche nelle case abruzzesi

6 Novembre 2016

Interessati 106 Comuni: circa 100 sono i sopralluoghi richiesti per gli edifici di culto, oltre 200 per edifici strategici e 268 per gli edifici scolastici

L'AQUILA. In Abruzzo sono 12.391 le richieste di sopralluoghi per edifici privati con segnalazione di danni pervenute al Centro operativo regionale (COR). Un dato, aggiornate al 4 novembre, che dà il senso dell'emergenza sisma anche nella nostra regione. In base a quanto riferito dalla Regione i sopralluoghi interessano 106 comuni abruzzesi. Circa 100 sono stati richiesti per i danni agli edifici di culto e oltre 200 quelli che interessano gli edifici strategici. I sopralluoghi richiesti per i danni subiti dagli edifici scolastici sono 268.
La situazione più difficili nel teramano. In città i tecnici della Protezione civile hanno ispezionato  solo 7 scuole su 32. E due istituti sono stati "bocciati": la scuola media Savini e la scuola elementare San Giuseppe. Il sindaco Brucchi ha fissato per giovedì il rientro nelle aule ma ora dovrà trovare una soluzione per i 625 studenti della scuola media e i 209 dell'elementare.

[[(standard.Article) Il terremoto a Teramo, la scuola media Savini e l'elementare San Giuseppe "bocciate" dalla protezione civile

Sempre nel teramano continuano i problemi alla viabilità. «Interverremo in somma urgenza siamo già al lavoro per quantificare costi e tempi di realizzazione: ad una prima valutazione l'intervento potrebbe essere realizzato in una quindicina di giorni», ha detto il presidente della Provincia di Teramo Domenico Di Sabatino sulla chiusura del ponte di Aprati, sulla statale 80 nel Comune di Crognaleto, unica via di collegamento con la statale per 6 frazioni (Valle Vaccaro, Frattoli, Alvi, Tottea, Cervaro, Cesacastina) e la stessa Crognaleto.

Una chiusura che, di fatto, ha isolato 700 persone. L'ordinanza di chiusura, della Provincia, era seguita al verbale della Dicomac (struttura di protezione civile) che nel parere aveva affermato come «la struttura vada interamente chiusa al traffico veicolare almeno fino all'esecuzione di idonei interventi in grado di ripristinare i danni riscontrati la cui individuazione ed esecuzione di dettaglio va approfondita con ulteriori indagini da parte dell'ente responsabile».

Il ponte in questione era sotto controllo già dal terremoto del 24 agosto. «Non dimentichiamo - dice oggi il presidente della Provincia - che sul ponte erano già in corso i lavori di consolidamento per 450 mila euro perché la struttura era stata inserita nel Piano di interventi su opere infrastrutturali a rilevante rischio sismico».