Test riuscito: incendio domato in 2 minuti

18 Dicembre 2014

Sotto sicurezza il tratto nel tunnel in corrispondenza dei laboratori Infn. Il costo? Un milione ogni km

ASSERGI. Ore 11,15: c’è un incendio nella galleria sotto il Traforo del Gran Sasso, direzione Teramo- L’Aquila, in corrispondenza dei Laboratori del Gran Sasso. E’ il punto considerato più pericoloso dei 10,176 metri di lunghezza del tunnel. I rilevatori di fumo danno l’allarme alla centrale di comando che subito mette in moto lui, il “drone” antincendio che scorre silenzioso a 40 chilometri l’ora su un binario lungo 42 metri sotto al soffitto. In due minuti il drone è sul posto e getta acqua e schiuma estinguente sulle fiamme. La simulazione è riuscita. Al test sono presenti, oltre al vice ministro Nencini e all’ad di Strada dei Parchi, Ramadori, il presidente della Regione Luciano D'Alfonso, il direttore dei Laboratori Infn, Stefano Ragazzi, il prefetto dell’Aquila Francesco Alecci, il direttore di Strada Parchi Igino Lai, l’ad di Toto costruzioni Alfonso Toto.

Ora si fa sul serio.Il drone è in funzione sull’A24. Si chiama in realtà iTunnel e viene prodotto dalla Gsa, società friulana che ambisce alla quotazione in Borsa e che fattura 44 milioni di euro, con un utile netto di 1,9 milioni (+ 68%). Secondo una stima, il prototipo iTunnel costa un milione di euro a chilometro. Nel Traforo sono due, altri quattro sono fissi per una copertura complessiva di circa 400metri. «E’ un drone intelligente e multiuso», sottolinea uno dei suoi creatori, l’ingegnere Paolo Quarantotto accanto all’azionista di riferimento di Gsa, Alessandro Pedone. L’obiettivo è fornire questo sistema di sicurezza alle più grandi gallerie d'Italia e d'Europa. «Facciamo in modo che la sicurezza del sistema viario dell'Abruzzo comprenda anche quella dei viadotti autostradali», è l’invito che rivolge D’Alfonso.(a.mo.)

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