Testa, Pastore e Cremonese al congresso voluto da Fitto

PESCARA. «Il centrodestra deve ripartire dal basso per individuare i suoi nuovi leader». Ne è convinto Guerino Testa, 47 anni, ex presidente della Provincia di Pescara, ex candidato sindaco nella...
PESCARA. «Il centrodestra deve ripartire dal basso per individuare i suoi nuovi leader». Ne è convinto Guerino Testa, 47 anni, ex presidente della Provincia di Pescara, ex candidato sindaco nella città adriatica ed ex Ncd, che vede in Raffaele Fitto e nel movimento Direzione Italia il futuro del centrodestra. Testa ha rilasciato un'intervista al Centro alla vigilia di un appuntamento per lui importante.
Da dove deve ripartire il centrodestra abruzzese?
«Dal presupposto che in ogni provincia d'Abruzzo ci sono donne e uomini che hanno esperienza e che possono dare molto. Abbiamo il dovere di riprenderci tutti quelli di centrodestra che si sono allontanati, giustamente, non andando a votare o rifugiandosi dietro la demagogia e la politica urlata. In Abruzzo non abbiamo un leader indiscusso ma tante figure credibili e affidabili. Su queste dobbiamo costruire il leader per quando torneremo al governo sia della Regione che del Comune di Pescara».
Che cosa c’è domani (oggi per chi legge) a Roma?
«Alle 13,30 a Roma c’è il primo congresso di Direzione Italia, il movimento politico creato dall’europarlamentare Fitto per ridare voce e vigore al centrodestra passando attraverso le primarie di coalizione».
Che cosa si propone il nuovo movimento alla luce degli ultimi risultati alle amministrative che hanno ridato vigore al centrodestra?
«Fitto è portatore sano della politica del territorio, quindi degli eletti, partendo dalle municipalità più piccole fino alla carica di onorevole, perché si faccia chiarezza in maniera definitiva, alternativi totalmente al centrosinistra, a Grillo e per rilanciare il centrodestra che fino ad oggi è risultato senza leader dopo il venir meno di Berlusconi. Dobbiamo arginare tutti quelli che fino ad oggi hanno voluto fare una politica promiscua. E dobbiamo avere un leader per creare attorno a lui un gruppo di partiti in grado di vincere le elezioni politiche».
La vostra è una piramide capovolta che parte dalla base e si pone in antitesi a Berlusconi?
«Oggi servono contenuti e un progetto politico chiaro. E non serve un solo uomo al comando».
Nel movimento, oltre a lei, chi altro c’è in Abruzzo?
«C’è il nostro gruppo consiliare di Pescara, quindi Massimo Pastore e Alfredo Cremonese, c’è un ex assessore di Teramo, Rudy Di Stefano, e poi ci sono altri cespugli che stanno crescendo. Siamo un movimento con un progetto politico fatto di contenuti seri sull’immigrazione, la sicurezza, l’occupazione, l’economia, la diminuzione delle tasse e i rapporti con l’Europa».
L’incontro di oggi a che cosa servirà?
«A lanciare un messaggio all’intero centrodestra. Dobbiamo avere un ruolo di collante».
E come vede il centrodestra in Abruzzo?
«Oggi, a due anni dalle scadenze regionali e comunali, il centrodestra ha il dovere di riunirsi, fare chiarezza, dimostrare di essere aperto anche verso le tante liste civiche che esistono e che rappresentano una realtà. Ritengo che al di là dei grandi proclami, la Regione di Luciano D'Alfonso stia ancora scontando problemi molto importanti. Il centrodestra deve avere il giusto senso di responsabilità e la giusta intelligenza per fare chiarezza e lavorare nei prossimi due anni sul leader e sui contenuti. L’approssimazione non può essere più sopportata». (l.c.)

