Ti senti isolato? Forse devi controllare l’udito

Il 28 settembre e il 5 ottobre nelle piazze la campagna “Nonno ascoltami!” Esami gratuiti degli otorinolaringoiatri ospedalieri per chi ha più di 65 anni
PESCARA. Magari sentite poco e non volere nemmeno ammetterlo: male, perché vi isolerete ed invecchierete prima. Il problema dell'ipoacusia è tanto diffuso quanto, soprattutto dopo una certa età, sottovalutato. Certo, c'è disagio e disagio ma è bene imparare a riconoscere i sintomi che suggeriscono approfondimenti. Capita di sentirsi confusi dopo un concerto, magari con un fischio insistente nelle orecchie che copre le parole dei propri interlocutori. A chi viaggia in aereo sarà invece capitato di avere a che fare con un calo temporaneo dell’udito associato alla sensazione di orecchie tappate. Sono situazioni che non devono causare preoccupazioni.
Altre volte, invece, è il caso di allarmarsi, soprattutto dopo una certa età. Il calo dell’udito è un problema comune a molti, che colpisce indistintamente uomini e donne a tutte le età, anche se il picco si registra intorno ai 65 anni. L’ipoacusia si manifesta gradualmente e provoca una specie di assuefazione. Circa il 37% di chi ne è affetto non riconosce il problema e il 33% non si è mai sottoposto a una visita di controllo. Invece una valutazione medica è di fondamentale importanza per riconoscere l’entità del calo uditivo e intervenire tempestivamente, in modo da non compromettere la propria comunicazione uditiva. La prevenzione, anche in questo caso, è fondamentale.
Una ricerca americana i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Personality, dimostra che l'ipoacusia determina a lungo andare un peggioramento dell'apertura emotiva. I ricercatori hanno effettuato i loro studi su quattrocento individui dagli ottanta ai novant’anni in un periodo di sei anni. Ogni due anni i soggetti sono stati esaminati dal punto di vista mentale e fisico così come negli aspetti della personalità, come l’estroversione, che rifletteva l’inclinazione all’apertura emotiva, e alla stabilità. I ricercatori si sono resi conto che gli effetti negativi nelle attività sociali non erano causati da danni fisici gravi, da danni cognitivi o relativi all’avanzare dell’età, ma da un peggioramento della capacità uditiva. Le conclusioni tratte furono che a inficiare la buona realizzazione sociale e una continuità nell’ambiente di relazioni c’era appunto il malfunzionamento dell’udito dell’anziano. Avere buone capacità nel recepimento delle informazioni e degli input intorno attraverso i sensi rende ottimisti, di buonumore, e soprattutto evita l'isolamento sociale. Non sentire è anche non potere capire i discorsi e quindi sentirsi esclusi a priori può essere frustrante, sia per chi parla che per chi non riesce ad ascoltare.
Questa ricerca sarà quindi utile nel tempo per non sottovalutare l’importanza dell’udito nelle relazioni sociali più comuni degli anziani. Anche per questo motivo, domenica prossima, i reparti di otorinolaringoiatria degli ospedali abruzzesi scendono in piazza ed offrono consulenze in materia di udito. Si tratta di “Nonno Ascoltami!”, l'iniziativa di controlli gratuiti dell’udito per tutti i nonni organizzata dall’omonima associazione, in programma il 28 settembre in Abruzzo, e il 5 ottobre in altre piazze italiane. I dettagli verranno presentati questa mattina alla presenza, tra gli altri, di Mauro Menzietti, vicepresidente Anap (Associazione Nazionale Audioprotesisti Professionali), Claudio Donadio Caporale, direttore del reparto di Otorinolaringoiatria Ospedale civile “Santo Spirito” di Pescara ed Adelchi Croce, direttore della Clinica Otorinolaringoiatrica Ospedale Clinicizzato SS. Annunziata, Chieti. Lo scorso anno, nelle strutture messe a disposizione nelle piazze di Abruzzo e Molise dalla Croce Rossa e dalla Misericordia, sono stati effettuati circa 2.100 controlli dell’udito, grazie all'impegno di 67 medici specialisti del settore.
Paola Toro
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