Tolti a Romandini due mesi di anzianità

15 Settembre 2018

La sentenza della disciplinare del Csm al giudice che ha presieduto la Corte d’Assise del caso Bussi

CHIETI. Perdita di due mesi di anzianità sia per aver svolto un’attività imprenditoriale agricola dal 1996 al 2015, incompatibile con la sua attività di magistrato, sia per aver tenuto un comportamento scorretto nei confronti dei giudici popolari del processo di primo grado sulla discarica di Bussi in Corte d’Assise a Chieti, di cui lui era presidente. È la condanna inflitta dalla Sezione disciplinare del Csm al giudice Camillo Romandini, ex presidente della sezione civile del Tribunale di Chieti ora consigliere alla Corte d’appello di Roma. Il cuore del procedimento disciplinare a carico del magistrato riguardava la vicenda legata al processo sulla mega discarica Montedison di Bussi sul Tirino. Quel processo, celebrato a Chieti in primo grado, si concluse con l’assoluzione di 19 imputati dal reato di aver avvelenato le falde acquifere, mentre il reato di disastro ambientale venne derubricato in colposo e, quindi, prescritto. Una sentenza modificata in appello: all’Aquila fu riconosciuto l’avvelenamento colposo delle falde, seppure prescritto, e ci fu la condanna di dieci imputati per disastro colposo. Il 28 settembre si terrà l’ultimo grado di giudizio in Cassazione.
Il comportamento scorretto per il quale Romandini è stato condannato è legato a una cena a cui partecipò tre giorni prima della sentenza con gli altri giudici popolari, nel ristorante di uno di questi. A loro, secondo l’accusa, avrebbe «paventato infondatamente» le conseguenze dell’eventuale condanna degli imputati per disastro ambientale doloso «mistificando gli effetti della normativa sulla responsabilità civile dei magistrati». Romandini è stato invece assolto dalle accuse di aver in questo modo compiuto un’interferenza nell’attività di un altro giudice e di non essersi astenuto dal procedimento. Quest’ultima contestazione era legata all’ipotesi che qualche giorno prima della sentenza avesse anticipato il suo parere in una cena con l’ex governatore Luciano D’Alfonso in casa di un medico. I due sostituti pg della Cassazione avevano chiesto una condanna più pesante a sei mesi di sospensione. (l.a.)