Trabocchi, pronta la norma che li salva

La commissione Territorio ascolta tutti gli interessati. Martedì riunione bis per smussare la legge da approvare il 4 giugno
L’AQUILA. Per salvare la stagione estiva ai trabocchi della costa Teatina non basta la legge regionale proposta dalla maggioranza di centrodestra. È questa, in sintesi, la conclusione a cui è giunta la commissione Territorio convocata ieri all’Aquila e andata avanti dalle 13 fino alle 17, con una riunione fiume.
Un incontro determinante durante il quale i consiglieri regionali di maggioranza e opposizione, presieduti dal leghista Emanuele Marcovecchio, hanno potuto ascoltare tutti i portatori d’interesse. Certo, non è unanime il giudizio sulla proposta di legge che porta a 210 metri la superficie dei trabocchi trasformati in ristoranti di prestigio, con un ingombro fino a 2.000 metri quadrati di spazio d’acqua e passerella larga almeno 2 metri, lunga in base alla distanza tra la costa e le palafitte delle macchine da pesca. Non è unanime il parere perché ci sono posizioni diametralmente opposte che vedono gli ambientalisti di Italia Nostra, soprattutto, ma anche del Wwf e Legambiente, contro i proprietari delle strutture, che in totale sono 33.
CONTRAPPOSTI. I primi sono sostanzialmente radicali, cioè contrari alla realizzare di ristoranti di lusso sul mare; i secondi, invece, sono molto preoccupati per la stagione già in corso che sembra compromessa. Ma in mezzo, come si dice, c’è la virtù: le posizioni moderate di associazioni di categoria, dalla Confesercenti alla Confcommercio e la Cna per arrivare all’Anci, associazione dei Comuni, favorevoli a una nuova legge che riesca a evitare problemi di impatto ambientale snaturando il valore storico dei trabocchi nati come macchine da pesca. Ma non è solo un problema di dimensioni a far allarmare gli ambientalisti.
LA SOSTANZA. La nuova legge infatti dovrebbe risolvere soprattutto dal punto giuridico il problema delle concessioni. Ma in questo caso non c’è il tempo sufficiente per smussare subito anche questo spigolo sostanziale. Così la riunione, come conferma Marcovecchio, è servita a mettere a fuoco il caso-trabocchi, finito nel mirino della procura per difformità edilizie e violazione del piano demaniale, ascoltando le parti in cause, esplicitamente volute in commissione dall’opposizione del Pd, leggi Silvio Paolucci, spalleggiata dai 5 Stelle rappresentati dal consigliere Pietro Smargiassi, molto polemico con l’assessore leghista Nicola Campitelli che, all’inizio di questa vicenda, aveva di fatto messo la quinta suggerendo agli alleati di governo regionale una proposta di legge senza che però venissero ascoltati i portatori d’interesse, fatte eccezioni per tre sindaci della costa.
RIUNIONE BIS. Ma messe da parte le polemiche, la riunione è arrivata al risultato di mantenere la barra dritta per approvare in consiglio, il 4 giugno, la nuova norma dopo un incontro bis già fissato per martedì 29, in cui i consiglieri di maggioranza e opposizione troveranno la quadra, inserendo nella norma le modifiche suggerite ieri. Modifiche che non riguarderanno solo e principalmente le dimensioni dei trabocchi ma il modo con cui ottenere da subito una deroga al piano demaniale che pone veti assoluti e che ha determinato la sconfitta al Tar di uno dei più noti traboccanti, Bruno Verì.
L’UOVO DI COLOMBO. Sono stati i sindaci a sollevare questa problematica che può essere superata agganciando la nuova norma, definita ponte, quindi transitoria, alla legge regionale sul commercio, in modo tale da poter chiedere una deroga ai divieti di ampliamenti per la ristorazione attraverso una “scia”, una semplice segnalazione certificata d’inizio attività, subito dopo la pubblicazione sul bollettino della regione Abruzzo della legge da approvare a giugno. La vera legge, quella organica sui trabocchi, sarà riformulata e approvata nel 2020, come ha suggerito di fare il professor Diego De Carolis, esperto di Urbanista e diritto amministrativo, ospite della riunione fiume.

