Tradizione antica, approccio “green”

7 Settembre 2014

In vigna si coltivano Montepulciano e Trebbiano, ma anche Chardonnay, Sauvignon, Pecorino

SILVI. Risale al XIV secolo la titolarità in capo alla famiglia Sorricchio del feudo baronale di Valforte, la valle che da Città Sant’Angelo guarda verso sud-ovest, una proprietà che oggi si estende per 500 ettari tra Silvi, Atri, Città Sant’Angelo, Mutignano e Casoli.

Proprio sulle colline di Silvi Marina, recuperando e riconvertendo un antico casale immerso tra i vigneti aziendali, i fratelli Guido e Francesco Sorricchio di Valforte hanno deciso di trasformare la storica azienda agricola di famiglia, dedicandosi principalmente alla vitivinicoltura, attraverso la costituzione di una apposita cantina. La tradizione plurisecolare di coltivazione dell’uva e produzione di vino, assieme alla passione personale dei due fratelli e ad una posizione geografica vocata a queste colture, si coniugano con una filosofia aziendale che non prescinde dalla tecnologia d’avanguardia. La moderna cantina, infatti, è un microcosmo autosufficiente dove si svolge tutto il ciclo produttivo, dal conferimento delle uve fino al cartone confezionato, autosufficiente anche dal punto di vista energetico, perché tra i principi ripetuti dai fratelli Sorricchio emerge un gran rispetto per il territorio e per l’ambiente, testimoniato dall’interpretazione di una green economy con un impianto fotovoltaico di ultima generazione capace di soddisfare il fabbisogno aziendale. Le varietà di vitigno coltivate nei centinaia di ettari vitati sono quelle tipiche della zona delle colline teramane, in particolare Montepulciano d’Abruzzo e Trebbiano d’Abruzzo, ma anche Chardonnay, Sauvignon, Pecorino e Passerina. Nascono così le diverse etichette della Cantina, dal Valforte Rosè alla Riserva di Montepulciano “Barone di Valforte”, fino alla linea “Colle Sale” e al bianco “Villa Chiara”, dedicati ad una storica magione nelle campagne di Città Sant’Angelo di proprietà dei Sorricchio, che conservano anche un avito palazzo in Atri dove sono ospitati un’importantissima biblioteca ed un altrettanto importante archivio di famiglia – famiglia alla quale appartengono due storici e intellettuali come Nicola e Luigi Sorricchio – fondi talmente preziosi oggetto di una recente ricerca universitaria e di un’attenta catalogazione digitale, così da essere messi adeguatamente a disposizione degli studiosi e degli appassionati. (g.d’o.)

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