Traforo chiuso ai Tir per cinque giorni

22 Giugno 2019

Il nome (blindato) del commissario per il Gran Sasso passa in second’ordine dopo la notizia sul nuovo divieto di transito

L’AQUILA. La chiusura del traforo a Tir e pullman per cinque giorni tiene banco più del nome blindato del commissario per l’emergenza-Gran Sasso. Strada dei Parchi infatti comunica che, per urgenti attività di monitoraggio e verifiche sui viadotti, da lunedì 24 giugno a venerdì 28, sarà disposto, sulla carreggiata est (direzione Teramo) dell'autostrada A24, tra gli svincoli L’Aquila Est e Colledara/San Gabriele, il divieto di transito ai pullman e ai mezzi pesanti con massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate. Il che significa che, dall’inizio della prossima settimana, per i mezzi pesanti che provengono da Roma e diretti verso Teramo, sarà obbligatorio uscire allo svincolo L’Aquila Est, per utilizzare l’itinerario alternativo della strada statale 17 (Piani dei Navelli) rientrando in A25 allo svincolo di Torre de Passeri. Oppure si può uscire dall’autostrada A24 allo svincolo L’Aquila Ovest imboccando la statale 80 per il Valico delle Capannelle, proseguendo sulla statale 150 per immettersi infine nuovamente nell’A24, allo svincolo di Basciano. Un bel disagio.
Per le lunghe percorrenze, si consiglia però di utilizzare l'autostrada A25 Torano-Pescara per proseguire sull’A14 in direzione Giulianova/Teramo. Ma non finisce qui perché la concessionaria Strada dei Parchi comunica che, per completare l’installazione delle nuove barriere in acciaio allo svincolo d’interconnessione tra l’A25 e l’A14, dalle 19 di oggi alle 8 di domani, sarà disposta anche la chiusura della rampa per chi proviene da Roma/L’Aquila ed è diretto verso l’autostrada A14, in direzione di Ancona. Agli automobilisti si consiglia di uscire allo svincolo di Villanova e, seguendo le indicazioni, di rientrare in autostrada A14 alla stazione di Pescara Ovest/Dragonara, con direzione Ancona.
Passiamo a un altro tema caldo degli ultimi giorni: la delibera dell’Art (l’Autorità di regolazione dei trasporti) sul nuovo sistema tariffario dei pedaggi, sbandierato dal ministro 5 Stelle, Danilo Toninelli, come una rivoluzione ma subito messo all’indice prima dall’Aiscat (i concessionari della autostrade) e poi da Confindustria che parla di rischio-blocco degli investimenti autostradali. Il nuovo sistema dei pedaggi è basata sul metodo del price-cap che, in sintesi, lega tra di loro l’aumento delle tariffe – che avvantaggia le concessionarie – alla reale esecuzione dei lavori da parte di queste ultime. Un sistema già adottato da Strada dei Parchi e al quale anche altri concessionari dovranno adeguarsi, primo fra tutti Autostrada per l’Italia dei Benetton. Dopo l'allarme di Aiscat, secondo la quale il nuovo sistema sarebbe un atto blocca-cantieri, è la volta di Confindustria che paventa lo stesso rischio. «Ma si tratta in entrambi i casi di fake news», ribatte Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. «Il vero effetto», afferma Dona, «sarà lo stop ai rincari dei pedaggi ingiustificati, concessi in passato troppo spesso a fronte di investimenti farlocchi e servizi per gli utenti rimasti invariati. Insomma le concessionarie non potranno più inserire voci improprie per giustificare gli aumenti dei pedaggi autostradali, legate magari all'attività di gestione invece che a effettivi investimenti e miglioramenti della rete», conclude il massimo rappresentante dell’associazione dei consumatori che attende l’approvazione del Governo della delibera che l’Art ha reso pubblica, sul proprio sito, dove chiunque può leggerla.