Trivelle, l’Abruzzo fa muro con 5 regioni: "Sfidiamo il governo"

Accordo con Basilicata, Molise, Puglia, Marche e Calabria Ma Jakovcic gela sulla Croazia: deve prima raggiungere l’Italia
TERMOLI. Esiste un modo per scongiurare il rischio che nel mare Adriatico e nello Ionio imperversino gli impianti per le ricerche e l’estrazione di gas e petrolio e andare quindi contro una linea governativa orientata a sfruttare queste fonti energetiche? Secondo sei regioni – Abruzzo, Molise, Puglia, Marche, Basilicata e Calabria – questo modo esiste ed è quello di fare fronte comune con ogni mezzo compreso lo strumento del referendum. L’accordo tra le sei regioni adriatiche del centro e del meridione è stato trovato a Termoli dopo un'ora e mezza di confronto sul “no” alle trivellazioni in mare. Annunciato inoltre che la prossima settimana, il 29 luglio, ci sarà un primo incontro con il governo a Palazzo Chigi, mentre il coordinamento delle regioni coinvolte si riunirà nuovamente il 18 settembre a Bari in occasione della Fiera del Levante. «Faremo presente di esserci costituite, per le questioni di tutela ambientale, portatrici di un unico interesse regionalistico», fanno sapere governatori e assessori delle sei regioni manifestando l’intenzione di coinvolgere la Regione Campania e auspicando «una rinnovata partecipazione della Regione Emilia Romagna».
Dalla riunione di Termoli è emersa la volontà di istituzionalizzare il coordinamento creando anche un'agenda politica in grado di dare corpo a una nuova idea di regionalismo. «Noi vogliamo che questo mare, il mare dell'Adriatico e dello Ionio, sia la più importante capacità di attrazione di cui è stato dotato il nostro mare, il nostro turismo, la nostra straordinaria bellezza che richiama anche a centinaia di migliaia di chilometri tutti quelli che poi vengono qui a fare esperienza turistica», incalza il governatore abruzzese Luciano D’Alfonso.
Nel corso della riunione è stata messa in evidenza, in un'ottica di difesa globale delle coste adriatiche e ioniche, l'importanza della partecipazione dell'europarlamentare croato Ivan Jakovcic – relatore del progetto sulla Macroregione adriatica al quale l’Abruzzo è agganciato – a testimonianza dell'attenzione transnazionale che il tema delle trivellazioni in mare richiama.
Jakovcic ha invitato le Regioni a farsi portavoce presso il governo per elaborare una nuova strategia di sviluppo dell'Adriatico e dello Ionio in chiave europea in grado di favorire una crescita compatibile con l'ambiente». Ma quando è stato chiesto a Jakovcic se può farsi portavoce presso il governo croato affinché anche lì le autorizzazioni offshore non siamo più date, dall’europarlamentare è arrivata una doccia gelata: «La Croazia deve prima raggiungere il livello energetico dell’Italia, poi si potrà parlare di petrolizzazione...».(cr.re.)
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