TROPPA GENTE VIVE IN STRADA A PESCARA
Gentile Direttore, A Pescara c’è un’emergenza sociale che spesso sfugge all’opinione pubblica, è quella dei cittadini senza fissa dimora. Un piccolo esercito di invisibili di cui abbiamo contezza...
Gentile Direttore,
A Pescara c’è un’emergenza sociale che spesso sfugge all’opinione pubblica, è quella dei cittadini senza fissa dimora. Un piccolo esercito di invisibili di cui abbiamo contezza piena solo quando qualcuno di loro è vittima di aggressioni, oppure in caso di morte, come i due giovani trentenni deceduti in questa ultima settimana in case abbandonate. Questi cittadini rappresentano la cartina di tornasole di un sistema che non riesce a tenere dentro una rete di protezione sociale minima chi non ce la fa e resta ai margini della società organizzata. Nella nostra città sono circa 280 coloro che non dispongono di un tetto dove ripararsi la notte: sono italiani e stranieri che di giorno vagano passando per le mense pubbliche e i luoghi di accoglienza gestiti da enti caritatevoli e parrocchie, di notte dormono in luoghi di fortuna o in case abbandonate. Un fenomeno in forte espansione di cui le pubbliche istituzioni si occupano soprattutto d’inverno in presenza di condizioni climatiche difficili offrendo ristoro per qualche mese in alberghi cittadini, oppure in strutture di proprietà comunale gestite con le risorse stanziate nel “piano freddo” varato dall’amministrazione comunale di Pescara.
Nella nostra città nessuna struttura pubblica è in grado di accogliere per l’intero anno chi non ha un tetto: l’unico dormitorio cittadino, gestito dalla Caritas diocesana in via Alento, può ospitare in tutto 60 persone, ognuna di esse può alloggiare per un massimo di 21 giorni di seguito, terminato tale periodo si ritorna in strada e si ricomincia la trafila. A Pescara si è costituito di recente un Comitato Cittadino per accendere i riflettori su questo problema: un’iniziativa nata per stimolare e incalzare le pubbliche istituzioni affinché i fenomeni di marginalità sociale e di povertà estrema rientrino a pieno titolo nell’agenda politica con lo stesso peso di altri servizi pubblici di cui si fa carico la fiscalità generale, considerato che in nessun programma di nessuna lista delle ultime elezioni amministrative di Pescara se ne faceva menzione esplicita con la rilevanza dovuta.
Il comitato ritiene che per risolvere i problemi materiali ed esistenziali di chi vive per strada occorra superare una volta per tutte la prassi consolidata dell’emergenza, quale metodo seguito fino ad ora dagli amministratori pubblici locali, prestando la giusta attenzione e dimostrando maggiore sensibilità per la condizione degli ultimi della società. Il comitato si batterà per cambiare registro chiedendo di assicurare a tutti quelli che ne hanno bisogno un ricovero per la notte in locali di proprietà pubblica superando la fatidica soglia dei 21 giorni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

