Trovato un tartufo da record

Sulmona, pesa un chilo e 200 grammi. L’esemplare acquistato da un cliente Usa
SULMONA . I boschi abruzzesi rinomati nel mondo per la loro bellezza salgono alla ribalta delle cronache anche per le prelibatezze che riesco a regalare.
Un maxi tartufo bianco di 1.220 grammi è stato cavato da un esperto cercatore nella folta vegetazione dei boschi tra la Valle Peligna e l’Alto Sangro. Un tartufo da record, dal valore piuttosto elevato proprio per le sue dimensioni, che ha già attirato l’attenzione di molti appassionati, i quali farebbero l’impossibile per entrarne in possesso. Ma ad aggiudicarselo è stato un imprenditorie del settore, il sulmonese Ivo Pignatelli, che da 30 anni è attivo nel settore della produzione e trasformazione del tartufo.
Resta riservato sia il luogo dove è stato trovato il prezioso tartufo bianco, sia l’entità della somma che Pignatelli ha dovuto sborsare per convincere il cavatore a cedergli il “piccolo” gioiello della natura.
Per farsi un’idea di quello che è il valore del tartufo, basta dire che un esemplare simile si riesce a trovare ogni 10 anni. Il 2018, tuttavia, è stato un anno particolare sotto questo profilo. Solo qualche settimana fa, infatti, un tartufo bianco del peso di poco più di 800 grammi è stato battuto a un’asta di beneficenza e aggiudicato per la somma di 85 mila euro. Una somma tale, però, si riesce a spuntare solo nelle aste di beneficenza, così come sottolinea lo stesso Pignatelli: «Solo i tartufi venduti alle aste di beneficenza possono raggiungere queste somme così elevate. I tartufi, tra l’altro, oltre al peso eccezionale, per avere un valore così elevato devono essere di forma tondeggiante e il più possibile liscia, evidenzia Pignatelli, che non rivela né il prezzo pagato né quello con cui lo ha rivenduto, ma tiene a precisare che «il tartufo da record è stato semplicemente ceduto al cliente finale secondo i normali prezzi correnti di mercato».
Il tartufo record, infatti, è già in viaggio verso l’America per soddisfare la passione e il palato di un raffinato estimatore di questo pregiatissimo ingrediente che da solo riesce a rendere qualsiasi piatto, particolarmente ricercato e gustoso. «L’auspicio è che le nostre terre possano regalarci ancora altre soddisfazioni e gioielli come questo», conclude l’imprenditore sulmonese, «cosicché un giorno, in un’asta di beneficenza, possano essere ceduti a un prezzo straordinario per una nobile causa».
Claudio Lattanzio
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