Tumori, la cura è personalizzata

8 Novembre 2014

La ricercatrice Airc Patrignani studia l’effetto dei farmaco sulla prevenzione di alcune neoplasie

PAOLA TORO. La ricerca sulle malattie oncologiche non si arresta grazie alle donazioni ed al lavoro instancabile di professionisti che, come Paola Patrignani, impiegano tempo e risorse per scoprire nuovi meccanismi della prevenzione.

La ricercatrice dell'Università d'Annunzio (ordinaria di farmacologia all'università di Chieti) segue un progetto, finanziato da Airc, volto a capire la correlazione tra alcuni farmaci e la possibilità di prevenire tumori del tratto gastrointestinale.

Per finanziare il suo ed altri progetti, Airc promuove giornate come quella di oggi, dedicata alla vendita dei Cioccolatini della Ricerca in tutte le più importanti piazze italiane e quindi anche in Abruzzo.

Professoressa Patrignani, da quale ipotesi prende spunto la vostra ricerca?

«Riteniamo che le malattie cardiovascolari ed il cancro, in particolare quello del colon retto, abbiano gli stessi meccanismi fisiopatologici. Per questo motivo farmaci come le aspirine, che bloccano l'attivazione delle piastrine, possono intervenire anche prevenendo l'insorgenza di tumori. Inoltre, questo progetto di ricerca si propone di studiare i meccanismi molecolari responsabili della metastatizzazione e di nuovi possibili approcci terapeutici».

Lo studio è iniziato più di dieci anni fa, a che punto si è arrivati oggi?

«Fino ad ora sono stati compiuti moltissimi studi molecolari con fondi dell'Airc, prevalentemente in vitro, e recentemente ho scritto un progetto europeo ai fini di poter testare l'efficacia dell'aspirina, e di altri farmaci analoghi, sull'uomo. Studi clinici del genere sono già in corso in Gran Bretagna, consistono tra le altre cose nella raccolta di campioni di sangue in cui possono essere analizzati diversi tipi di marcatori. In questo modo nel medio periodo riusciremo a sapere quali categorie di pazienti sono in grado di rispondere all'aspirina, ad esempio, e quali no».

Questo studio, quale evoluzione porterà nella lotta contro i tumori e che tempi sono necessari per arrivare alla sua applicazion e terapeutica?

«Ritengo che in periodo di circa 5 anni saremo un grado di chiarire sufficientemente questo punto, e dare suggerimenti ai pazienti come ad esempio prescrivere l'aspirina a partire da una certa età».

Recentemente, proprio per la campagna di Airc, lei ha visitato una scuola di Atri ed altrettanto hanno fatto i suoi colleghi ricercatori in altre strutture scolastiche. Come è andato il confronto con gli studenti sul tema delle malattie oncologiche e della ricerca?

«Direi che l'esperienza è andata molto bene. Abbiamo parlato in maniera semplice ed hanno voluto sapere come è iniziata la mia attività di ricerca. In molti si sono mostrati interessati a questo percorso. Erano 250 e hanno fatto le domande più disparate. Dall'uso dei cellulari a quello delle droghe e al fumo. In molti vogliono diventare volontari per l'Airc».

Questa mattina, nelle piazze, è possibile sostenere la ricerca sul cancro con l'acquisto di una confezione cioccolatini al costo di 10 euro.

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