Turismo anno zero: «Abruzzo in difficoltà»

18 Giugno 2016

Al porto turistico l'incontro sulle prospettive di sviluppo del settore in un dibattito alla Festa dei Diritti organizzata dalla Cgil Abruzzo e al quale hanno partecipato esponenti sindacali e associazioni datoriali

PESCARA. «Nel momento in cui la Regione ha scelto di rinunciare all'istituzione di un assessorato al Turismo, tutte le intenzioni di fare rete in questo comparto si trovano di fronte ad un problema». Così Gianni Taucci, direttore di Confesercenti Pescara, questa mattina nel padiglione della Camera di Commercio del Porto Turistico Marina di Pescara, nel corso del dibattito sulle prospettive del turismo in Abruzzo organizzato nell'ambito della Festa dei Diritti della Cgil, al quale hanno partecipato, tra gli altri, i principali esponenti sindacali e delle associazioni datoriali locali del settore. «È innegabile che l'utilizzo dei voucher in molti casi non sia corretto e chi usa questi strumenti per sfruttare i dipendenti si rende responsabile di concorrenza sleale», ha proseguito Taucci. «È vero anche, però, che in alcuni casi i voucher rispondono alle esigenze di flessibilità, che hanno a che fare con attività non programmabili, come ad esempio quelle che riguardano la ristorazione». Secondo Giammarco Giovannelli, presidente di Federalberghi Abruzzo, «l'abolizione del ministero del Turismo ha scatenato 21 Regioni, che hanno sperperato senza freni e in assenza di una qualsiasi strategia, con il risultato che oggi non esiste un brand Italia in grado di essere promosso sul mercato in modo univoco». Un'altra criticità, secondo Giovannelli, è rappresentata dall'incapacità di mettere a valore il patrimonio culturale: «Basti pensare che il Louvre, da solo, incassa quanto tutti i musei di Roma». Il massimo esponente regionale di Federalberghi è intervenuto anche in merito alla polemica sui voucher: «Non difendiamo l'indifendibile» ha detto «e abbiamo anche noi le nostre pecore nere». Sullo stesso argomento Antonio Terenzi, presidente regionale di Federconsumatori, ha messo in rilievo come «la qualità del lavoro sia una componente essenziale della qualità del turismo». Lucio Laureti, presidente della sezione Turismo di Confindustria Chieti-Pescara, ha invece rimarcato che «alla base di tutto c'è il problema del lavoro, perchè quando l'offerta di lavoro supera la domanda, inevitabilmente si creano degli scompensi che vanno sanati. In tal senso è vero che esistono criticità legate ai voucher - ha aggiunto Laureti -, ma è anche vero che serve flessibilità». Infine Carmine Salce, direttore di Cna Pescara: «Il turismo avrebbe potuto compensare la perdita di posti di lavoro nell'industria. Non l'abbiamo fatto e intanto altre regioni riescono a valorizzare meglio il proprio patrimonio». Il riferimento a Puglia e Basilicata è evidente.