Turni di riposo di 11 ore e gli ospedali vanno in tilt

25 Novembre 2015

Entra in vigore la legge che mette un limite al superlavoro nei reparti Buona l’accoglienza in corsia, ma ora il personale non è più sufficiente

PESCARA. Un allungamento delle liste d’attesa per gli interventi chirurgici, alcuni servizi ridotti e, in più - uscirà ancora di più allo scoperto - una carenza di organico presso le diverse Asl d’Abruzzo. Sarà questo l’esito dell’applicazione, a partire da oggi, della direttiva europea 93/104/Ce, che dispone un limite massimo di lavoro quotidiano, per medici e infermieri (nelle strutture pubbliche), di 12 ore e 50 minuti, con pause minime di 10 minuti ogni 6 ore di lavoro, e l’obbligo di 48 ore massimo, in media, di lavoro settimanale, oltre ad almeno 11 ore continuative di riposo al giorno.

Insomma, l’Unione europea vuole che medici ed infermieri non siano stressati nella cura dei pazienti. Anche perché, come si sostiene in alcune indagini scientifiche, la relazione tra stanchezza psico-fisica ed errori medici è molto stretta.

«Finora si è andati avanti in deroga», sottolinea il presidente dell’Ordine dei medici di Pescara, Enrico Lanciotti, alla guida dell’ente da 22 anni. «E ora bisogna cogliere l’occasione di questa direttiva europea per riformulare delle nuove piante organiche nei vari presidi, anche perché», continua Lanciotti, «buona parte del personale che è andato in pensione non è stato rimpiazzato. E poi va detto che un organico non può essere falcidiato per esigenze economiche».

Lanciotti ha accolto con entusiasmo l’introduzione della normativa e, allo stesso tempo, tranquillizza i pazienti. «Dopo 12-13 ore di lavoro», spiega, «un medico non dà garanzie, e quindi è bene che finalmente abbia trovata applicazione la direttiva europea. Nel contempo», però assicura il presidente dell’Ordine dei medici di Pescara, «nessuno si tirerà indietro di fronte alle urgenze».

Chi dà una misura precisa sul fabbisogno del personale da assumere è il manager dell’Asl di Pescara, Claudio D’Amario, il quale parte con una battuta per sdrammatizzare. «In Europa dovrebbero tener conto delle latitudini, prima di introdurre una particolare normativa, e dunque tener conto delle diverse realtà. Comunque», prosegue D’Amario, «noi ora stiamo provvedendo a un conteggio, e il risultato dovrebbe essere che l’organico dovrebbe essere aumentato del 7-8 per cento. Per il momento, dunque, si ridurranno i servizi e cambieremo l’assetto organizzativo. E dobbiamo aspettarci che ci saranno problemi con le liste d’attesa».

Intanto D’Amario nei giorni scorsi ha inviato una circolare a tutti i dirigenti medici, per tastare il polso della situazione. «Entro dicembre avremo le risposte», ha fatto sapere il direttore della Asl pescarese, il quale annuncia una «spending review »su spese e servizi. «Ora», continua, «è il momento che si attui il decreto Lorenzin. Ovvero si costituisca un sistema che si divida tra ospedali ad alta intensità, a media intensità e a bassa intensità. Tuttavia ora sarà la Regione a decidere come trovare le soluzioni all’introduzione di questa normativa europea».

Il dito nella piaga lo mette anche il primario del Pronto soccorso dell’ospedale di Pescara, Alberto Albani. «Non è che prima si lavorasse troppo», precisa, «si lavorava male. E se da una parte la direttiva è vantaggiosa, per un recupero psico-fisico, dall’altra renderà ancora più evidenti le carenze di organico. Al Pronto soccorso», conclude, «i turni erano tuttavia già regolari».

Di nuove assunzioni parla anche il segretario regionale dell’Anaao-Assomed, l’associazione medici e dirigenti, Filippo Gianfelice, chirurgo cardiovascolare presso l’ospedale Mazzini di Teramo. «Ora si allungheranno le liste di attesa e diventeranno difficoltose le guardie H 24 e la reperibilità», rileva Gianfelice, «pertanto chiediamo che si riapra la stagione concorsuale con un’assunzione del 10 per cento e più del personale. Inoltre», aggiunge Gianfelice, che ricorda la manifestazione a favore della sanità pubblica del 28 novembre a Roma, e lo sciopero dell’11 dicembre, «è il caso che non si pensi al numero di Asl da instituire, ma a far funzionare quelle che funzionano. E poi in Abruzzo», evidenzia il medico-sindacalista, «c’è un blocco, se confrontato al 2009, del 50 per cento dei contratti a tempo determinato».

Sull’importanza dell’evitare lo stress, si sofferma Luciano Marchionno, neurologo del reparto di Neurologia dell’ospedale civile di Chieti, nonché membro della segreteria regionale dell’Anaao-Assomed. «Questo riconoscimento tardivo», osserva Marchionno a proposito della direttiva Ue, «fa migliorare il rapporto medico-paziente, che sarà senza rincorse ed eviterà ai medici di essere delle trottole. E poi si tenga presente che delle ricerche hanno evidenziato che gli errori dei medici aumentano in maniera sproporzionata alle 3 e alle 4 del mattino».

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