«Tutte le aree colpite raggiunte da squadre»
Macchina dei soccorsi a pieno regime. Cinquemila letti a disposizione nelle tendopoli già allestite
ROMA. Macchina dei soccorsi a pieno regime. Un migliaio di tecnici, volontari e militari scavano tra le macerie per cercare di salvare più vite possibile. Il terremoto che ha sbriciolato tre paesi del centro Italia tra Lazio Marche e Umbria, lascia il segno e continuerà a farlo. L’ultimo bilancio fatto ieri a fine giornata dalla Protezione civile è di almeno 120 morti. Ma come spesso accade, i numeri sono in difetto perché sotto i calcinacci e i muri delle case crollate, ci sono ancora molte persone. La polemica iniziale sul ritardo dei soccorsi intanto rientra. «Tutti i luoghi colpiti sono stati raggiunti dalle nostre squadre», dice Titti Postiglione a capo del servizio emergenze della Protezione civile nazionale. Un lavoro enorme perché i tre comuni colpiti, dove si contano le vittime, Amatrice e Accumoli in provincia di Rieti e Arquata in provincia di Ascoli Piceno, sono sparsi nel territorio con decine e decine di frazioni piccolissime.
Oltre la protezione civile sono oltre mille gli uomini impegnati nelle ricerche e nell’assistenza. 780 vigili del fuoco e altri 250 militari del coordinamento interforze del COI: elicotteri, mezzi di movimento terra, decine di unità cinofile con l’ausilio delle fotoelettriche, hanno lavorato durante tutta la notte per limitare il più possibile i numeri della tragedia. Ma nonostante l’impegno dei soccorritori, l’emergenza resta alta. Circa 250 i feriti curati negli ospedali delle tre regioni e tanti altri sono stati curati nelle strutture sanitarie da campo allestite nelle prime ore.
Più complicato stimare in maniera ufficiale il numero dei dispersi: molti villeggianti e non residenti soggiornavano nelle zone colpite dal sisma e «purtroppo tanti bambini lasciati in vacanza con i nonni». Una situazione che aumenta la complessità e il dramma dei riconoscimenti delle vittime da parte dei familiari.
Senza sosta anche l’intervento di accoglienza per dare una sistemazione a chi ha dovuto abbandonare la casa. Sono circa duemila le persone che hanno dormito fuori e per tutte c’era un letto nelle tendopoli e nei moduli allestiti nei due paesi principali Amatrice e Accumoli. Il dispositivo coordinato dalla Protezione civile e messo in piedi in poche ore, può contare su quasi cinquemila posti. Oltre a Lazio e Marche e Umbria le prime colonne sono partite dalla Toscana, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo e Molise. A parte i disagi delle prime ore sono state superati i blocchi della rete stradale secondaria. Intanto, la zona resta sotto il controllo costante dei sismologi che continuano a registrare repliche minori del sisma. Dalla prima di magnitudo 6.0 registrata alle 3.36 «si sono susseguite altre 250 scosse in tutta l’area ed è presumibile che continuino nei prossimi giorni» ha detto Daniela Pantosti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
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