Tutti i lavoratori delle Province rimangono in Abruzzo

19 Agosto 2016

PESCARA. «Dal punto di vista del destino lavorativo dei dipendenti delle quattro Province la questione è risolta, senza che nessuna delle 712 unità sia stata deportata fuori regione». Il...

PESCARA. «Dal punto di vista del destino lavorativo dei dipendenti delle quattro Province la questione è risolta, senza che nessuna delle 712 unità sia stata deportata fuori regione». Il vicepresidente della giunta regionale, Giovanni Lolli, fa il punto sulle sorti dei lavoratori degli enti provinciali, ora che la partita si è quasi conclusa. Dei 149 lavoratori iscritti, 60 hanno subito saputo la nuova collocazione: 25 della Provincia dell'Aquila, 12 di quella di Pescara, altrettanti di quella di Teramo e 11 della Provincia di Chieti. I 60 dipendenti saranno o sono stati collocati i in tribunali, prefetture, università, Agenzia delle entrate, Comuni, uffici ministeriali ed Enti per il diritto allo studio. I dipendenti rimasti fuori sono coloro per i quali non c'è stato l'incrocio tra domanda ed offerta o quelli che non hanno espresso alcuna preferenza, sperando di poter andare in Regione.

In tanti, d'altronde, sognavano la Regione, sia per una maggiore tranquillità dal punto di vista psicologico, sia per la collocazione degli uffici. Ora è certo che anche i rimanenti, una novantina di unità, andranno in Regione, dove già lavorano i primi 160 dipendenti provinciali acquisiti e quelli dei Centri per l'impiego.

Lolli spiega poi il perché del protrarsi dei tempi: «Dobbiamo aspettare che si concludano le operazioni, con la firma dei contratti e il decreto del Governo; poi procederemo all'acquisizione delle funzioni. A partita chiusa valuteremo una riorganizzazione dei servizi».

La Regione ha a disposizione circa 3,6 milioni di euro, sufficienti, secondo le stime, per circa 150 unità. Nel soffermarsi sulle criticità della procedura, Lolli sottolinea che potrebbero esserci problemi per le società partecipate delle Province. «Inoltre», aggiunge, «resta il problema tra Regione e Province sui costi sostenuti nel 2015 e su questo si andrà a contenzioso».(l.d.)

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