Tutti svendono tutto Ma se nessuno compra...
Aste deserte: c’è chi arriva al 22° ribasso, come l’ex Palaghiaccio di Avezzano Primo flop anche per il Demanio, che vuole disfarsi di proprietà a Pescara e Chieti
AVEZZANO. Negli anni 90’ erano il simbolo del benessere, dove ci si ritrovava la domenica con gli amici per trascorrere qualche ora in allegria. Oggi sono cumuli di ferro, abbandonati e coperti da erbacce. Vengono svenduti da anni nelle aste giudiziarie, ma nessuno vuole comprarli. Sono l’ex Palaghiaccio di Avezzano e il centro commerciale “Il Parco” di Scurcola. Due colossi dell’economia marsicana ora diventati dei macigni per i curatori fallimentari che non riescono a piazzarli sul mercato.
Anche il mondo delle aste, dove un tempo chi aveva qualche risparmio poteva fare grandi affari, sta sentendo il peso della crisi. Le famiglie a stento riescono a pagare mutui e affitti e quando non ce la fanno le banche arrivano e prendono le chiavi di casa o del negozio. Stessa cosa accade per gli imprenditori che a malapena riescono a tirare avanti senza licenziare nessuno, ma di investimenti non vogliono sentire neanche parlare. E così sui banchi dei curatori aumentano le cartelle di lotti e lotti che rimangono invenduti negli anni.
Neanche più i ribassi fanno gola agli acquirenti, il mattone non soddisfa più nessuno. La provincia dell’Aquila detiene il primato per gli immobili all’asta. Sono 919 i beni che vengono battuti di cui 541 sono abitazioni, 209 i terreni e ben 113 le attività commerciali. L’Aquila con 194 aste aperte è sul podio, seguita da Pescara con 114 e Teramo con 113. Stupisce la città di Chieti che ha solo un bene all’asta, mentre l’intera provincia ne ha 438 contro gli 858 di quella di Teramo e i 505 di Pescara.
Nelle aste giudiziarie c’è di tutto: dalle case, alle automobili, dai capannoni industriali ai macchinari. All’Aquila c’è perfino un aeromobile in vendita. Prezzi scontati, spesso dimezzati, per riuscire a conquistare gli investitori che ultimamente sembrano spariti. A Pescara sono rimasti invenduti i beni (ex Inaip, il’ex carcere di San Valentino, ex scuola in centro) del Demanio battuti alla prima asta. A Teramo la Provincia non trova compratori per l’ex caserma dei vigili del fuoco.
«Il problema principale di oggi è che manca la liquidità», commenta Giuseppe Cleofe, che da anni è curatore fallimentare nella provincia dell’Aquila, «non si riesce a vendere nulla perché i cittadini, come gli imprenditori, non hanno i soldi e le banche hanno i rubinetti chiusi».
Cleofe gestisce la pratica del Palaghiaccio di Avezzano. La struttura, costruita negli anni 90, da oltre 10 anni, è chiusa e nel 2008 è andata all’asta con una base di 5 milioni e 740mila euro. Da quel giorno ci sono stati 22 incanti e il palazzetto è arrivato a costare 752mila e 143 euro per 10mila e 409metri quadri, circa 72euro al metro quadrato. «C’erano delle persone interessate, ma al momento di stringere non si è visto più nessuno», ricorda il curatore
Stessa sorte è costata al primo centro commerciale della Marsica “Il Parco” (ex Superal). La struttura di 5mila metri quadrati, ora sequestrata dal tribunale per rischio crolli, è chiusa dal 2009. Cinque anni fa venne battuta all'asta per 2,5 milioni di euro e la prossima settimana verrà svenduta, in un nuovo incanto a poco più di 230mila euro.
Intanto nella zona commerciale di Scurcola Marsicana sono arrivati i cinesi che hanno riscattato alcuni supermercati chiusi trasformandoli in grandi empori dove si può trovare di tutto a prezzi modici.
Eleonora Berardinetti
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