Ufficio scolastico, bocciata la nomina della dirigente

29 Dicembre 2016

ROMA. Bocciata la nomina di Sabrina Saccomanni: non basta aver lavorato con il governatore Luciano D’Alfonso per essere promossa dirigente dell'Ufficio Scolastico di Pescara e Chieti. Lo ha stabilito...

ROMA. Bocciata la nomina di Sabrina Saccomanni: non basta aver lavorato con il governatore Luciano D’Alfonso per essere promossa dirigente dell'Ufficio Scolastico di Pescara e Chieti. Lo ha stabilito la sezione della Corte dei Conti della regione Abruzzo che ha rifiutato il visto al decreto con cui Saccomanni è stata chiamata a ricoprire il delicatissimo incarico. E senza questo sigillo la nomina non vale. Ma non è tutto, perché i magistrati hanno anche spedito tutti gli atti alla Procura regionale affinché valuti se vi siano «eventuali fattispecie di responsabilità amministrativa».

Nel mirino le «molteplici criticità» legate all’affidamento dell’incarico. Innanzitutto perché non è stata ravvisata l'effettiva necessità di ricorrere ad un incarico esterno. L’amministrazione e cioè l’Ufficio scolastico regionale ha invece proceduto «senza essersi preventivamente accertata della indisponibilità dei dirigenti di ruolo». E basandosi su una «previsione probabilistica che un’eventuale ricerca fra i dirigenti in ruolo sarebbe andata deserta». Solo l’esito infruttuoso di questa ricerca avrebbe invece legittimato il ricorso alla professionalità esterna. Prevista come eccezione alla norma che invece prescrive «la migliore e più efficiente utilizzazione delle risorse umane già presenti e, contestualmente, l'interesse dei dirigenti di ruolo a percorsi professionali che consentano un effettivo arricchimento del relativo curriculum».

Anche volendo scegliere una professionalità esterna l’amministrazione avrebbe comunque dovuto seguire le regole: e cioè individuare le esperienze professionali e i criteri richiesti per l'incarico «e procedere alla comparazione delle candidature ricevute». Invece la scelta è stata discrezionale. E dunque il decreto «appare carente sotto il profilo della motivazione a supporto della scelta ricadente sulla dott.ssa Saccomandi».

Ma c’è di più. Perché anche a voler esaminarne il curriculum, sempre ad avviso dei magistrati contabili, non «risulta aver svolto preventivamente funzioni dirigenziali, né presso il ministero dell’Istruzione (Miur) né presso altre amministrazioni dello Stato» o aver operato in settori strettamente attinenti ai compiti a cui è stata chiamata.

Cosa emerge invece dal suo percorso professionale? Accanto alle esperienze professionali nella formazione universitaria, si evidenziano quelle «nella programmazione dei fondi comunitari presso l'Ufficio fiduciario di diretta collaborazione del presidente della giunta regionale». E non è finita qui. Perché tanto era la fretta di nominarla per l’incarico triennale (dal 21 settembre 2016 al 20 settembre 2019) che lo stesso è stato firmato senza il visto e la registrazione della Corte dei Conti «pur nella consapevolezza che l'atto era (ed è) inefficace per legge».

Ilaria Proietti