Un’annata difficile ma il vino è di qualità

Parlano i produttori abruzzesi. L’occhio è rivolto al meteo
PESCARA . Un occhio al meteo l’altro sulla curva di maturazione delle uve, quest’anno va così. Scampata alle grandinate date per probabili domenica scorsa, la vendemmia 2018 ha ufficialmente avuto inizio con le uve precoci base spumante approfittando del bel tempo, ventilazione e soleggiamento diffuso. L’alternanza di sole e piogge ha allungato i tempi di maturazione ma si parla di quantità superiore per oltre il 10% rispetto allo scorso anno. Secondo le prime stime si arriverà a produrre 4,8-5 milioni di quintali di uva, a fronte dei 4,5 del 2017, e 3,3 milioni di ettolitri di vino, contro i 3,1 dell’anno scorso. Per quanto la sanità delle uve, pur abbondanti e rigogliose, debba fare i conti con la peronospora in condizioni di maggiore umidità . Una situazione da monitorare con attenzione quotidiana e una scommessa, sulla quale i vignaioli abruzzesi rilanciano.
CANTINA TOLLO. «Tutto sommato una partenza nella norma anche se è presto per dire come sarà l’annata dice Andrea Di Fabio, direttore commerciale e marketing di cantina Tollo, circa tremila ettari di vigneto su una base di ottocento soci per il 50% nel territorio comunale, il cinquanta restante prevalentemente in Abruzzo, in parte Molise e Puglia. «Finora nessuna patologia significativa ma ora il meteo deve darci una mano, non è stata un’estate felice», aggiunge Di Fabio.
CODICE CITRA. «Né anticipi né ritardi ma un’annata dura per la gestione del vigneto a causa delle continue piogge. La situazione è però sotto controllo, i nostri agricoltori sono stati all’altezza», dichiara Valentino Di Campli, presidente di Codice Citra, azienda- territorio del Chietino, colosso vitivinicolo di 6mila ettari di superficie vitata, 3mila famiglie di soci, 9 cantine associate. «Siamo passati dalla siccità dell’anno scorso che ha stressato la pergola tradizionale, alla peronospora che quest’anno ha colpito di più il filare», fa notare Di Campli, «ora il sole picchia e il buco dell’ozono si fa sentire».
COLLEFRISIO. «La vera vendemmia non è ancora iniziata. Per i vitigni autoctoni abruzzesi, Pecorino in testa, c’è da attendere ancora una settimana, per il Montepulciano un mese e mezzo», dice Antonio Patricelli, titolare e direttore commerciale di Collefrisio, azienda situata sulle colline di Frisa. «Vediamo cosa ci porterà il weekend, se il cattivo tempo dura solo un paio di giorni è ok per le vigne sane, altrimenti sono problemi. Siamo in biologico da quasi trent’anni e durante la stagione abbiamo lavorato in vigna, sfogliato, arieggiato per arginare l’umidità. Pratiche costose per la manodopera ma siamo più che contenti del risultato, i primi bianchi raccolti annunciano profumi interessanti e intensi».
CANTINA ZACCAGNINI. «Contenti della maggiore quantità e della buona qualità» dicono dalla Cantina Zaccagnini, a Bolognano, ottantuno ettari di proprietà sul versante occidentale della Maiella e gestione dei vigneti di altre 11 aziende, tra cui una nel cuore delle colline teramane, per complessivi trecento ettari. «Puntiamo tradizionalmente sui rossi», conferma l’enologo Concezio Marulli «ma i bianchi si annunciano molto interessanti, quest’anno tanti aromi freschi e piacevoli».
ROSARUBRA. Anche da Rosarubra, tenuta in regime biodinamico tra i boschi incontaminati di Pietranico, dalla prossima settimana via alla vendemmia di Pecorino e Trebbiano, vendemmia tardiva per il Montepulciano. «Quantità nella media, quest'anno si preannuncia un Pecorino straordinario per aromi e persistenza. Come per il Montepulciano, anche parte del Moscato sarà riservato a tecniche di appassimento in vigna» anticipa il viticoltore Enio Tiberio, risorsa storica dell’azienda dell’alto casauriense, fondata e amministrata da Riccardo Iacobone.
VALENTINI. Di situazione decisamente in divenire con criticità conclamate e qualità finale tutta da testare una volta in cantina parla Francesco Paolo Valentini, alla 37ª vendemmia nell'azienda agricola di famiglia, a Loreto Aprutino. «Siamo davanti all’ennesima annata difficile, anomala, figlia del cambiamento climatico. Un dato di fatto che rende tutto di difficile lettura». Valentini la vede così: Il grappolo turgido, fitto e serrato è piuttosto un difetto perché gli acini restano indietro nella maturazione, è soggetto a rompersi per eccessiva compressione e risulta esposto a malattie come la botrite, la muffa grigia. La situazione è opposta al 2017 ma comunque anomala, ripete.
«La maturazione stenta a raggiungere il giusto grado fenolico, l’invaiatura del Montepulciano è lenta e stentata, il Trebbiano in leggero ritardo, può recuperare, dipende dal meteo. Non è un’annata ottimale, molto dipende da come si è lavorato in vigna».
PEPE. «Da noi produzione bella e sostenuta, ma porta un po' di ritardo sulla maturazione per le piogge di primavera. Importante che ora non arrivi la grandine» conferma Sofia Pepe dalla cantina fondata dal padre, Emidio Pepe, espressione biodinamica delle colline teramane, a Torano Nuovo.
TERZINI. «Lunedì siamo partiti con la vendemmia delle vigne giovani, Chardonnay e Pecorino, a seguire le vigne più mature di età fino ad arrivare al mitico Montepulciano», racconta Domenico Terzini, con il fratello Roberto esponenti dell’azienda agricola di famiglia, a Tocco Casauria, sulla ventilata collina alle pendici del Morrone. La spiccata vocazione del territorio ha spinto i Terzini a investire ulteriormente sui vitigni tipici abruzzesi.
CVETIC MASCIARELLI. E si presenta una «annata normale, produzione omogenea e selezione dell’alta qualità» per le tenute agricole Masciarelli distribuite dalle pendici della Maiella alle colline teramane all’areale di Ofena a quello di Loreto Aprutino. Lo conferma Marina Cvetic Masciarelli dal quartier generale di San Martino sulla Marrrucina, in provincia di Chieti.
«Non possiamo pronosticare con due mesi pieni di lavoro davanti, venti giorni di pioggia o un mese di sole possono cambiare tutto» dice la timoniera dell’azienda fondata dal compianto Gianni Masciarelli. E chiude: «Solo intorno al 15 ottobre dirò se quest’anno è meglio il rosso oppure il bianco».

