«Un consiglio ai giovani? Informarsi»

8 Settembre 2015

Federico Vione, manager del gruppo Adecco: fondamentale tenersi aggiornati sul mercato

PESCARA. Federico Vione è di Pescara, ha 43 anni ed è stato da poco nominato chief sales and innovation officer di Adecco Group, l’equivalente in italiano di Direttore commerciale e innovazione mondo di una delle più importanti aziende che trovano occupazione. A lui abbiamo rivolto alcune domande da esperto del lavoro.

Quali suggerimenti dà ai giovani che stanno per affacciarsi per la prima volta sul mercato del lavoro?

«Credo che la chiave di volta sia l'informazione. Essere informati è infatti centrale per trovare non solo un impiego ma anche per realizzare le proprie legittime ambizioni. Occorre essere consapevoli delle opportunità che il mercato offre, quali sono i settori che sono più in fermento (per esempio l'automotive e l'occhialeria in questo momento), informarsi sulle normative legislative in fatto di contratti e opportunità di formazione. Proprio per questo Adecco ha lanciato circa un anno fa il progetto #diamolavoroalleambzioni che ha visto fino ad oggi l'organizzazione di oltre 1100 incontri presso le scuole superiori di tutta Italia - 25 in Abruzzo - con l'obiettivo di aiutare i giovani a scoprire le proprie attitudini e a comprendere quali sono le esigenze del mercato e come colmarle. Inoltre, visto che spesso risulta complicata la comprensione dei temi legati al mondo del lavoro, abbiamo realizzato sul nostro sito Adecco.it una sezione candidati dedicata al Jobs Act, dove le principali novità vengono spiegate in modo chiaro e semplice, anche attraverso dei video, per consentire a chi cerca un'occupazione di percepirne al meglio la portata e le opportunità».

Valgono davvero, come si dice, i modi in cui ci si presenta, si scrive il curriculum, si parla?

« Assolutamente sì. E non solo. Anche la foto che si pubblica online, il commento postato Facebook possono essere oggetto di valutazione. Un buon selezionatore si affida senz'altro al colloquio ma ricordiamo che il primo screening si fa leggendo un cv e l'ultima decisione viene presa informandosi in modo approfondito sul candidato che vogliamo assumere, quindi anche guardando le sue attività sui social. L'importanza della selezione attraverso i social media è oggi un aspetto molto importante e continuerà ad esserlo in futuro. Stando alle evidenze emerse dalla ricerca "Il lavoro ai tempi del #SocialRecruiting", condotta da noi in collaborazione con l'Università Cattolica di Milano, più della metà delle attività di selezione avviene su Internet (il 53% dei casi nel 2013) e in particolare attraverso i social network, in primis LinkedIn che risulta il canale più utilizzato (41%), seguito da Facebook (23%). Tuttavia, i giovani sembrano ancora sottovalutare l'importanza di gestire adeguatamente la propria reputazione digitale tanto che la ricerca evidenzia come un selezionatore su 4 esclude potenziali candidati sulla base dei loro profili social. Da queste premesse è nata l'iniziativa dello "Street Day" che ha visto circa 60 professionisti di Adecco impegnati nelle attività di "Digital Cv Check" e "Cv Check" al fianco di giovani studenti universitari di tutta Italia, Università di Chieti compresa.

Gli incontri hanno avuto l'obiettivo di fornire ai laureandi consigli concreti sugli strumenti e le modalità più efficaci per trovare lavoro: dalla gestione della reputazione digitale, alla stesura di un curriculum efficace, dall'identificazione delle hard e soft skills, alla valorizzazione del talento, fino ai consigli per sostenere i colloqui individuali e di gruppo».

Esiste un elemento fondamentale che pone in pole position un candidato rispetto ad un altro?

«Dalla nostra esperienza, fatta di oltre 300.000 colloqui l'anno, posso dire che sempre di più le competenze sociali e relazionali sono ritenute un elemento fondamentale e per questo abbiamo creato uno strumento come la Skill Licence, una licenza che attesta l'eccellenza del candidato. Tramite questo percorso il giovane vedrà valorizzato il proprio impegno professionale, la puntualità, nonché il rispetto dimostrato nei confronti dell'azienda e dei colleghi. Spesso un candidato entusiasta, con un approccio positivo e magari un voto di laurea nella media, mostra più voglia di fare di un brillante laureato che però giudica con preconcetto il mondo del lavoro e l'opportunità che gli viene data. Se devo dare un consiglio ai giovani che stanno cercando un impiego, non voglio essere originale: siate affamati di conoscenza e di nuove esperienze.

E a tutti i candidati suggerisco di prendere esempio da Ernesto Lamaina, il giovane talento che mi ha affiancato nel mese di luglio con il ruolo di #Ceo1Month. Ernesto, oltre a possedere hard e soft skills fuori dal comune, ha dimostrato in tutte le fasi delle selezione e anche durante il mese di lavoro al mio fianco uno spirito autoimprenditoriale e una brillante curiosità che lo porta sempre a voler conoscere cose nuove».

Secondo la sua esperienza, dove deve guardare il neolaureato? Quale Paese, quale mercato, e dove eventualmente in Italia?

«Ogni regione offre delle opportunità. La ripresa, seppur lenta c'è e, anche se l'effetto delle nuove normative sul mercato del lavoro non si è del tutto dispiegato, assistiamo ad un incremento delle richieste di candidati da parte delle aziende.

In questo momento Adecco è alla ricerca di molti candidati nella regione Abruzzo e si tratta di opportunità di impiego divise un po' in tutti i settori e per tutte le categorie occupazionali.

Ovviamente ci sono settori a livello italiano più vivaci di altri: penso ad esempio alle Tlc, alle vendite, all'automotive che sta vivendo una felice fase di crescita (per esempio a Melfi in Basilicata). Ricordo che in questo momento General Motors attraverso Euro engineering (divisione specializzata del Gruppo Adecco), è alla ricerca di 52 ingegneri - circa 50% neolaureati - da inserire presso il Centro globale di ingegneria e sviluppo General Motors Powertrain Europe, situato a Torino, una vera eccellenza italiana».

E' cambiato, secondo lei, nel tempo il metro di giudizio nella scelta dei giovani? Come? E' giusto tornare a ripetere che non esiste più la meritocrazia e che vale la raccomandazione?

«La raccomandazione, è inutile negarlo, c'è e probabilmente esisterà sempre, ma sono convinto che chi si sa giocare bene le sue carte, è attento a ciò che accade intorno a sé e nel mercato in cui opera, riesce sempre e comunque a trovare degli spazi e delle opportunità per realizzare le proprie ambizioni.

Occorre, come dicevo, l'approccio giusto, informazione e tanta fame di esperienza. Soprattutto nel settore privato la crescita professionale avviene solo sulla base del merito, non c'è imprenditore che promuoverebbe un proprio dipendente perché raccomandato, ne tantomeno un manager di una società multinazionale».

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