Un patto per la tutela dell’orso

Accordo firmato dalle associazioni venatorie e dal ministero
PESCARA. Anche le associazioni venatorie diventano alleate delle istituzioni nella «mission« di tutela dell’orso marsicano. Il ministero dell’Ambiente, l’Ispra, la Federazioni italiana della Caccia, l’Associazione Nazionale Libera Caccia, l’Enalcaccia, l’Anuu Migratoristi e l’Arci Caccia hanno firmato un protocollo d’intesa per la tutela dell’orso bruno marsicano attraverso un «programma condiviso di implementazione di buone pratiche di gestione venatoria». L’accordo è in sintonia con quanto disposto dal Piano d’azione Patom e dal Protocollo d’intesa firmato il 27 marzo scorso da ministero, Regioni Abruzzo, Lazio, Molise e Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Il testo prevede impegni unilaterali da parte delle associazioni dei cacciatori per ridurre l’impatto della pratica venatoria e delle attività connesse, promuovendo l’informazione e la formazione dei cacciatori sulle corrette modalità di gestione delle specie di interesse venatorio e le criticità di conservazione dell’orso bruno marsicano. «Con questo protocollo» commenta il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti «facciamo tutti un altro passo in avanti nel percorso avviato per la tutela dell’orso marsicano. Ogni istituzione e ogni gruppo d’interesse ha il dovere di concorrere alla difesa di questo straordinario simbolo della biodiversità italiana». «Le associazioni» si legge in particolare nel protocollo «condividono la necessità di procedere, ai fini della tutela dell’orso bruno marsicano e sulla base di apposita cartografia di presenza della specie aggiornata, alla rapida sostituzione della “braccata”, caratterizzata da un elevato disturbo e rischio di impatto su specie “non target”, con forme a minor impatto come la “girata” e la “caccia di selezione”, attraverso la formazione e l’aggiornamento dei cacciatori».

