la proposta

Una nuova legge elettorale per l’Abruzzo. Ecco l’ipotesi bis di Marsilio

9 Luglio 2026

Dopo le proteste, spunta la proposta: 8 eletti su base provinciale, collegio unico per 22

L’AQUILA

La prima proposta di legge elettorale firmata da Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo di Fratelli d’Italia, ruota intorno a 4 punti cardine: «Uno, l’introduzione del collegio unico elettorale; due, l’introduzione della tripla preferenza di genere; tre, l’assegnazione dei seggi, con criterio proporzionale, alle coalizioni di liste e alle liste non unite in coalizioni sulla base delle rispettive cifre elettorali; quattro, un ampliamento del numero di candidati di lista». Ma, dopo le proteste covate in maggioranza contro il collegio unico e la soppressione delle 4 circoscrizioni provinciali, lo stesso Marsilio ha affidato ai partiti un’altra versione: «Sarebbe una soluzione mediana», anticipa Daniele D’Amario di Forza Italia, sottosegretario della giunta regionale con delega al Turismo e presidente della commissione Statuto chiamata a esaminare le modifiche alle regole del gioco.

PIATTO MISTO

La proposta bis di Marsilio prevede l’elezione di 8 consiglieri regionali su base provinciale – due all’Aquila, due Pescara, due a Chieti e due a Teramo – e gli altri 22 in un collegio unico. È proprio su questa ipotesi mista che, adesso, riparte la trattativa. Oggi alle ore 11, all’Emiciclo, è in programma l’ultima audizione con l’intervento del docente dell’università d’Annunzio Antonello Canzano e poi, dopo i tecnicismi, sarà tutta discussione politica, una partita a scacchi giocata su più tavoli: dentro i partiti, nel centrodestra e poi tra maggioranza e opposizione. «La proposta di Marsilio sembra una mano tesa, ora vedremo cosa accadrà in commissione», dice D’Amario, «io posso parlare per il mio gruppo politico e, dopo una riflessione serena e una giusta discussione interna, dico che il collegio unico potrebbe anche andare. Fino a qualche tempo fa, in maggioranza c’erano voci critiche che adesso sembrano sopite e si potrebbe andare verso la votazione».

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E I CINQUE RIBELLI?

Nei mesi scorsi, cinque consiglieri di maggioranza – Paolo Gatti, Francesco Prospero e Maria Assunta Rossi di Fratelli d’Italia, Carla Mannetti della Lega e Gianpaolo Lugini della lista Marsilio Presidente – avevano scritto una lettera a Marsilio per dire no alla sua riforma elettorale: «Legittime perplessità», aveva commentato l’ispiratore Gatti dall’alto dei suoi 10.867 voti presi alle Regionali 2024. Ora, però, qualcosa si sarebbe mosso e la distanza tra le parti potrebbe essersi assottigliata. «L’obiettivo è chiudere il dibattito e portare la proposta di legge elettorale in consiglio entro fine anno», riflette D’Amario. In aula non servirà una maggioranza qualificata: «Quindi, potremmo approvare il testo con i nostri voti», dice ancora il sottosegretario forzista, «ma terremo in debita considerazione le richieste della minoranza: su questo tema, più convergenza c’è e meglio è. Intanto, apriamo il dibattito e vedremo se questa discussione ci porterà a una nuova legge elettorale oppure no». Quest’ultima frase di D’Amario non è buttata lì a caso: non è affatto scontato che si trovi la quadra e che la nuova legge elettorale veda la luce in vista delle consultazioni del 2029.

COLLEGIO UNICO

Nella sua versione originale, la priorità delle proposta Marsilio resta il collegio unico: «L’introduzione del collegio unico elettorale», recita la relazione firmata dal governatore e allegata ai 15 articoli del pdl, «consente di prefigurare un sistema nel quale un candidato possa sottoporsi al giudizio di tutti i cittadini della Regione indipendentemente dal territorio di appartenenza. La costituzione di un’unica circoscrizione elettorale permette, pertanto, di superare quella frammentarietà che caratterizza il nostro tessuto regionale e che molto spesso impedisce di creare sinergie in un’ottica di sviluppo e crescita».

CAMPANILI D’ABRUZZO

Marsilio punta alla rimozione dei campanilismi: «In definitiva, l’abolizione delle quattro circoscrizioni elettorali e la costituzione di un unico collegio», recita il documento, «rappresenta un passo in avanti per poter migliorare ulteriormente sia la qualità dell’azione del governo regionale che la stessa qualità della legislazione, dal momento che i consiglieri che saranno eletti e gli stessi assessori regionali potranno farsi carico di problemi che vanno al di là dei rispettivi contesti territoriali, uscendo dalla logica degli eccessivi campanilismi. In definitiva, l’auspicio è quello che si possano creare le condizioni per la formazione di una classe dirigente in grado di rappresentare l’intera comunità regionale secondo una visione unitaria e integrata che favorisca l’aggregazione dei territori e rimuova quei fattori di scarsa competitività che ancora oggi costituiscono il principale ostacolo allo sviluppo e alla prosperità».

LISTE ALLUNGATE

La proposta prevede anche di aumentare i candidati, ora bloccati a 7 per L’Aquila, Pescara e Teramo e 8 a Chieti: «Si propone un innalzamento del numero di candidati per ogni singola lista, sia nel numero massimo che in quello minimo, ciò al fine di garantire una più ampia partecipazione dei cittadini alla competizione elettorale».