9 luglio

Oggi, ma nel 2006, a Napoli, nel quartiere Chiaiano, davanti al "Bar centrale", durante i festeggiamenti per la vittoria del quarto titolo iridato ai mondiali di calcio di Germania da parte della nazionale azzurra, dopo aver battuto 6-4 in finale la selezione francese allo stadio Olimpico di Berlino, grazie alla rete, su calcio di rigore, del pescarese Fabio Grosso, Luigi Torino, di 28 anni, uccideva, per vendetta, con sette colpi di pistola, Michele Coscia, di 30, che aveva involontariamente urtato con l’asta della bandiera tricolore il fratello Roberto Torino, minorenne. Con il killer c’era anche l’altro germano, Nicola Torino, di 26. A Luigi e Nicola verrà comunicata l’ordinanza di custodia cautelare, il 14 marzo 2023, dopo 17 anni dall’omicidio. Il delitto era, tuttavia, anche frutto dell’appartenenza a clan camorristici rivali tra la famiglia della vittima e quella del sicario.
Il fratello del malcapitato, Alberto Coscia, era stato fatto fuori, il 19 maggio 2004, nell’agguato ordito proprio per questioni d’attrito tra le cosche malavitose. Anche se quello di sopprimere Michele Coscia non era stato un ordine impartita dal capo Salvatore Lo Russo, ma una “bravata” decisa autonomamente dai fratelli Torino (come riportato sul quotidiano milanese “Corriere della Sera”, nella foto, particolare, nel pezzo a firma di Fulvio Bufi). Tra l’altro Luigi, nel premere il grilletto, feriva anche due ignari passanti. Sarà, tra le testimonianze degli ex criminali che verranno fornite agli esponenti delle forze dell’ordine e della magistratura, proprio il padre dei fratelli Torino, Salvatore, da collaboratore di giustizia, a confermare lo svolgimento del singolare fatto di sangue. Quello della nottata del 9 luglio 2006, tra caroselli esultanti e trombette squillanti, che destava enorme clamore anche tra gente abituata a convivere con i regolamenti di conti della guerra tra camarille.

